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Pensioni Enpam, a novembre aumenti e dieci mesi di arretrati

Via libera dei ministeri alla rivalutazione 2026. Assegni più alti dell'1,05% fino alla soglia prevista e dello 0,70% oltre il limite, con conguaglio da gennaio
Previdenza

Aumenti e arretrati in arrivo per i pensionati Enpam. Con l'assegno di novembre verrà applicata la rivalutazione delle pensioni prevista per il 2026 e saranno corrisposti anche gli arretrati maturati nei primi dieci mesi dell'anno, da gennaio a ottobre.

Il via libera è arrivato dai ministeri vigilanti alle delibere approvate dal Consiglio di amministrazione dell'Enpam il 29 gennaio scorso. L'adeguamento riguarda le pensioni del Fondo di previdenza generale e del Fondo della medicina convenzionata e accreditata.

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Aumenti dell'1,05% e dello 0,70%

La rivalutazione viene calcolata sulla base dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, che nel 2025 ha registrato una variazione dell'1,4%.

Il meccanismo previsto dai regolamenti Enpam riconosce il 75% dell'inflazione fino a quattro volte il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e il 50% sulla parte eccedente.

Per il 2026 significa quindi un aumento dell'1,05% sulla quota di pensione fino a 31.816,20 euro annui e dello 0,70% sulla parte che supera questa soglia.

L'adeguamento decorre dal primo gennaio. Il cedolino di novembre comprenderà quindi, oltre al nuovo importo mensile, il conguaglio relativo ai dieci mesi precedenti. L'entità degli arretrati varierà in funzione dell'importo della pensione e dell'eventuale applicazione delle due aliquote.

Aumenta anche il minimo per l'inabilità permanente

La rivalutazione interessa anche il trattamento minimo previsto in caso di inabilità assoluta e permanente. In questo caso viene riconosciuto il 100% della variazione Istat.

L'importo minimo passa così dai 18.149,59 euro annui del 2025 a 18.403,68 euro nel 2026, con un incremento dell'1,4%.

Cambiano anche gli importi delle prestazioni per l'inabilità temporanea. Per gli iscritti alla Quota B del Fondo di previdenza generale, il limite massimo dell'indennità giornaliera sale da 196,55 a 199,30 euro.

Per gli iscritti al Fondo della medicina convenzionata e accreditata, invece, l'importo minimo giornaliero dell'indennità per inabilità temporanea e assoluta passa da 33,77 a 34,24 euro.

Gli adeguamenti arrivano dopo l'approvazione ministeriale delle delibere Enpam e rendono operative per il 2026 le rivalutazioni collegate all'andamento dell'inflazione.

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