
Ci sono termini che un malato fatica anche solo a pronunciare e altri che possono diventare un appiglio prezioso lungo il percorso di cura. Da questa consapevolezza nasce il progetto "Il senso delle parole" a firma Merck Italia, che trasforma un gioco enigmistico in uno strumento di riflessione su diagnosi, terapie e relazione di cura.
Un tour in tre tappe per sfidare i tabù sui tumori
L'iniziativa, realizzata con il contributo dell'enigmista e professore di semiotica Stefano Bartezzaghi, consiste in un cruciverba tematico gigante che unisce l'intrattenimento linguistico alla riflessione sulla comunicazione in ambito oncologico. Il progetto gode del patrocinio di numerose società scientifiche — tra cui Aiocc, Gono, Goim, Siuro e Simg — e di associazioni di pazienti come Ailar, Fais, Palinuro e Walce Aps.
Sul palco, Bartezzaghi risolve lo schema insieme a un oncologo e a un paziente, mentre il pubblico contribuisce a costruire le definizioni. Un meccanismo che l'ideatore descrive così: «un cruciverba è un enigma: un modo per entrare nelle profondità della lingua, facendoci riflettere su come ci esprimiamo e su cosa esprimiamo. È un gioco, un modo leggero di passare il tempo assieme e di usare le parole che di consueto ci pesano».
Roma apre il tour con il tumore uroteliale
La prima tappa si è svolta presso l'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena (IFO) di Roma, con un appuntamento dedicato ai tumori uroteliali e della vescica. Accanto a Bartezzaghi sono intervenuti Fabio Calabrò, direttore dell'Oncologia Medica 1 dell'IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – IFO, Livio De Angelis, direttore generale degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri IFO, e Paolo Conte, volontario dell'Associazione pazienti tumore vescica Palinuro. «Bisogna trovare le parole giuste. Le parole sono importanti», ha ricordato Calabrò citando una celebre battuta di un film di Nanni Moretti, per poi spiegare: «in poche situazioni, come in una malattia, le parole sono veramente importanti. Per spiegare la diagnosi, per raccontare le possibilità terapeutiche e gli effetti dei trattamenti, per stabilire una relazione, per togliere i sensi di colpa che a volte aggravano il carico della malattia. Quando usata con attenzione e competenza, la parola diventa cura». Sulla scelta di partire proprio da Roma, De Angelis ha sottolineato «che il tour non prende il via da IFO per caso. L'ambito uro-genitale è da sempre una priorità del nostro Istituto, tra tecnologie all'avanguardia come la chirurgia robotica e un numero significativo di trial clinici attivi. Ma accanto all'eccellenza clinica, crediamo che l'umanizzazione delle cure e l'empowerment del paziente siano oggi una responsabilità altrettanto importante».
Il tumore della vescica in Italia: i numeri
Il tumore della vescica è il secondo tumore urologico più diffuso dopo quello alla prostata: nel 2024 in Italia sono stati diagnosticati 31.016 nuovi casi, con un'incidenza quasi quattro volte superiore negli uomini rispetto alle donne, sebbene la neoplasia sia in aumento anche nella popolazione femminile. Il principale fattore di rischio resta il fumo di sigaretta. Il carcinoma uroteliale rappresenta oltre il 90% dei casi di tumore vescicale (dati AIOM, "I numeri del cancro in Italia 2025"). Spesso diagnosticata in ritardo per la difficoltà a riconoscerne i sintomi, questa neoplasia risente anche del tabù che circonda l'area uro-genitale, un ostacolo alla condivisione dell'esperienza di malattia con medici e caregiver.
La testimonianza dei pazienti-volontari
A raccontare il valore dell'ascolto nella relazione di cura è Paolo Conte, volontario dell'Associazione Palinuro: «noi volontari dell'Associazione Palinuro — e pazienti al tempo stesso di neoplasia vescicale — abbiamo il compito di assistere i pazienti mettendo a loro disposizione il patrimonio di esperienza personale maturata durante le fasi di diagnosi, terapia e assistenza. Le parole che utilizziamo devono anche e forse soprattutto essere in grado di mitigare le ansie e le insicurezze che tipicamente affliggono i pazienti».
Un tassello nel percorso di umanizzazione delle cure di Merck
L’iniziativa si inserisce nel solco già tracciato dal Manifesto per l'umanizzazione delle cure oncologiche e dall'Abbeced(i)ario, il glossario narrativo di Merck dedicato al linguaggio della cura. Come spiega Andrea Paolillo, Direttore Medico di Merck Italia: «chi riceve una diagnosi oncologica deve affrontare importanti sfide, fisiche, psicologiche e emotive. Per questo, sin dal nostro ingresso in oncologia, abbiamo lavorato con le istituzioni, le società scientifiche e le associazioni di pazienti, per promuovere un approccio sempre più olistico alle cure», aggiungendo che l'iniziativa «rivendica l'unicità del vissuto di ogni paziente e nobilita il ruolo della spensieratezza». Dopo il debutto romano, il maxi-cruciverba farà tappa il 3 novembre all'Humanitas di Milano, con un focus sui tumori della testa e del collo, e il 17 novembre a Catania, dedicata al tumore al polmone.




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