
La spesa farmaceutica continua a crescere, ma nel 2026 cambia la sua composizione. Nei primi due mesi dell'anno rallenta nettamente la corsa degli acquisti diretti, mentre accelera la spesa per i medicinali dispensati attraverso le farmacie territoriali, nonostante una riduzione del numero delle ricette. È quanto emerge dal monitoraggio Aifa della spesa farmaceutica nazionale e regionale relativo a gennaio-febbraio 2026, pubblicato il 23 settembre.
Nel complesso, la spesa farmaceutica pubblica considerata ai fini del monitoraggio raggiunge 4,53 miliardi di euro. L'incidenza sul Fondo sanitario nazionale provvisorio è pari al 19,31%, a fronte di risorse complessive programmate per il 15,65%. Lo scostamento è di 858,4 milioni di euro.
Acquisti diretti, la crescita rallenta allo 0,6%
Il dato che segna una discontinuità rispetto allo scorso anno riguarda gli acquisti diretti di medicinali di classe A e H da parte delle strutture sanitarie pubbliche. Nei primi due mesi del 2026 la spesa raggiunge 3,118 miliardi di euro, con un incremento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La crescita risulta quindi molto più contenuta rispetto a quella registrata tra il 2024 e il 2025, quando l'aumento era stato del 7,6%.
Il rallentamento non significa però che sia risolto il problema del rispetto dei limiti programmati. La spesa per acquisti diretti considerata ai fini del tetto, al netto dei gas medicinali, raggiunge infatti il 12,65% del Fondo sanitario nazionale contro un limite dell'8,60%, con uno scostamento di 950,6 milioni di euro. Tenendo conto della componente stagionale, Aifa stima un'incidenza inferiore, pari all'11,82%.
In farmacia meno ricette, ma la spesa aumenta del 5,4%
La dinamica opposta emerge dalla farmaceutica convenzionata. La spesa netta per i medicinali dispensati attraverso le farmacie territoriali passa da 1,409 miliardi nei primi due mesi del 2025 a 1,486 miliardi nel 2026, con un aumento del 5,4%.
Un incremento che si verifica mentre diminuiscono i volumi prescrittivi: le ricette passano da 98,4 a 95,8 milioni, con una riduzione del 2,6%. Anche le dosi giornaliere dispensate risultano in lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
La crescita della spesa non determina comunque uno sfondamento del tetto della convenzionata. La spesa rilevante ai fini del limite raggiunge 1,518 miliardi e rimane al di sotto delle risorse disponibili, con un avanzo di circa 88,7 milioni.
Innovativi in calo, crescono gli antibiotici reserve
Il monitoraggio fotografa anche un andamento differente all'interno della componente più innovativa della spesa. Nei primi due mesi dell'anno i medicinali innovativi e gli antibiotici reserve che accedono al fondo dedicato assorbono complessivamente 104,4 milioni di euro, il 23,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
La diminuzione è determinata dagli innovativi, mentre gli antibiotici reserve di classe H mostrano una crescita del 9,3%, passando da circa 14,8 a 16,2 milioni di euro.
Una spesa che cambia composizione
I primi due mesi non sono sufficienti per anticipare l'andamento dell'intero 2026 e la stessa Aifa introduce nel monitoraggio una correzione per tenere conto della stagionalità della spesa. I dati indicano però un cambiamento nella velocità delle diverse componenti.
Gli acquisti diretti rimangono ampiamente sopra il livello programmato, ma mostrano una crescita molto più contenuta rispetto all'anno precedente. La convenzionata, al contrario, resta entro il proprio tetto ma registra un aumento della spesa superiore al 5%, mentre diminuiscono ricette e quantità dispensate.
Una dinamica che nei prossimi monitoraggi permetterà di verificare se si tratti soltanto di un andamento dei primi mesi dell'anno o dell'inizio di un cambiamento più stabile nella composizione della spesa farmaceutica italiana.




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