
Un sistema di prevenzione capace di individuare il rischio cardiovascolare prima che si trasformi in malattia, con controlli più accessibili e programmi rivolti anche alle persone che oggi vengono raggiunte meno facilmente dai servizi sanitari. La Commissione europea propone agli Stati membri di rafforzare la diagnosi precoce delle malattie cardiovascolari, prima causa di morte nell'Unione europea con circa 1,7 milioni di decessi ogni anno.
La proposta di Raccomandazione del Consiglio arriva in occasione della prima EU Screening Week e rappresenta uno degli strumenti previsti dal Safe Hearts Plan europeo. L'obiettivo fissato dal piano è ridurre del 25% entro il 2035 la mortalità prematura associata alle patologie cardiovascolari.
La dimensione sanitaria si accompagna a quella economica: secondo i dati richiamati dalla Commissione, le malattie cardiovascolari determinano nell'Unione costi superiori a 282 miliardi di euro ogni anno.
Pressione, colesterolo e glicemia: intercettare il rischio prima della malattia
La strategia proposta da Bruxelles parte dai principali fattori di rischio modificabili. I controlli dovrebbero permettere di individuare precocemente ipertensione, alterazioni del colesterolo e della glicemia e obesità, creando le condizioni per intervenire attraverso prevenzione, counselling e, quando necessario, trattamento.
La Commissione ricorda che una quota molto elevata delle patologie cardiovascolari può essere prevenuta intervenendo sui fattori di rischio. Da qui l'indicazione agli Stati membri di sviluppare programmi nazionali di controllo cardiovascolare, inserendoli in percorsi che non si limitino alla rilevazione dei parametri ma garantiscano una successiva presa in carico delle persone a rischio.
Per i soggetti maggiormente esposti viene indicata anche la possibilità di costruire programmi personalizzati di prevenzione, comprendenti un'adeguata consulenza sulle vaccinazioni.
Raggiungere anche chi accede meno ai servizi
Uno degli aspetti sui quali insiste la proposta europea riguarda le disuguaglianze. Aumentare il numero dei controlli, secondo Bruxelles, non è sufficiente se continuano a rimanerne esclusi proprio i gruppi maggiormente esposti.
La Commissione invita quindi gli Stati a prestare particolare attenzione alle popolazioni vulnerabili e alle persone ad alto rischio, ricorrendo anche a campagne mirate, programmi territoriali e unità mobili quando l'accesso ai servizi sanitari tradizionali risulta più difficile.
Alla disponibilità dei controlli deve accompagnarsi una maggiore alfabetizzazione sanitaria. L'obiettivo è rendere i cittadini consapevoli del significato dei principali parametri cardiovascolari e dell'importanza di verificarli periodicamente.
Anche l'AI nella valutazione del rischio
Nella strategia europea entra anche l'intelligenza artificiale. Strumenti digitali e sistemi basati sull'AI potranno contribuire alla valutazione del rischio cardiovascolare e all'organizzazione dei controlli.
La Commissione accompagna però questa possibilità con due condizioni: utilizzo responsabile e supervisione umana. La tecnologia viene quindi indicata come supporto alla prevenzione e alla capacità di individuare precocemente i soggetti maggiormente esposti, non come sostituzione della valutazione dei professionisti sanitari.
Parte la prima settimana europea dello screening
La proposta coincide con l'avvio della prima EU Screening Week, in programma dal 28 settembre al 4 ottobre, con iniziative nazionali, regionali e locali dedicate alla prevenzione.
Il 29 settembre, in occasione della Giornata mondiale del cuore, partirà inoltre la campagna europea "Know Your Numbers", destinata a proseguire per tutto il 2027. Il messaggio rivolto ai cittadini è conoscere e controllare alcuni valori fondamentali, a partire da pressione arteriosa, colesterolo e glicemia, confrontandosi con i professionisti sanitari.
"La prevenzione è il miglior investimento che possiamo fare per la nostra salute e per il futuro dei nostri sistemi sanitari", sottolinea il commissario europeo per la Salute Olivér Várhelyi.
L'ambizione del Safe Hearts Plan è trasformare questo principio in una strategia comune: non attendere la comparsa della malattia cardiovascolare, ma individuare prima chi rischia di svilupparla e fare in modo che l'accesso alla prevenzione non dipenda dal luogo in cui vive o dalla capacità individuale di raggiungere i servizi sanitari.




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