
La campagna, avviata in occasione della Giornata Mondiale del Cuore del 29 settembre, prosegue per tutto il mese di ottobre e coinvolge attualmente 500 farmacie aderenti sul territorio italiano.
Il progetto concentra l’attenzione sulle donne tra 40 e 60 anni, adottando un’impostazione basata sulla medicina di genere. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza rispetto al proprio profilo cardiovascolare e intercettare eventuali condizioni che meritino un successivo approfondimento.
Il percorso prevede la compilazione di un questionario di valutazione del rischio cardiovascolare, elaborato con il contributo del Board scientifico dell’iniziativa. Lo strumento considera più dimensioni: condizioni cliniche, familiarità, abitudini di vita, aspetti specifici della salute femminile, comportamenti preventivi e accesso ai servizi sanitari.
Dalla farmacia alla telemedicina
Alla valutazione anamnestica si affiancano alcune rilevazioni di base, tra cui pressione arteriosa, peso, altezza e circonferenza della vita. Nelle farmacie dotate di servizi di telemedicina, il percorso può inoltre comprendere gratuitamente un elettrocardiogramma con tele-refertazione specialistica, in base alla disponibilità della singola struttura.
L’integrazione di queste attività consente di ampliare le opportunità di prevenzione in un luogo facilmente accessibile alla popolazione, con particolare attenzione anche alle aree caratterizzate da una minore disponibilità di servizi sanitari.
L’iniziativa prevede anche una componente di analisi. Le informazioni raccolte, in forma anonima e nel rispetto della normativa sulla privacy, saranno elaborate dall’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva insieme al Board scientifico.
I risultati confluiranno in un Report nazionale destinato a delineare una fotografia del rischio cardiovascolare nella popolazione femminile coinvolta e a formulare indicazioni rivolte a istituzioni, professionisti sanitari e decisori pubblici.
La campagna si basa su una collaborazione multidisciplinare che coinvolge professionisti, società scientifiche e rappresentanti dei cittadini. Il Board scientifico è coordinato da Claudio Ferri, professore ordinario di Medicina interna dell’Università dell’Aquila, e comprende esperti di medicina di genere, ipertensione, prevenzione cardiovascolare, farmacia e politiche della salute.
Il progetto punta così a coniugare prevenzione cardiovascolare, prossimità e medicina di genere, valorizzando la farmacia come punto di accesso a servizi e informazioni sanitarie. L’obiettivo è favorire l’identificazione precoce dei fattori di rischio e contribuire a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle attività preventive, soprattutto nei territori con una minore offerta di servizi.




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