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Roche costruisce laboratori autonomi: l’AI collega modelli ed esperimenti

Il gruppo avvia la costruzione di laboratori autonomi per la ricerca farmaceutica. Target Nexus potrebbe contribuire all’80% delle decisioni sul portafoglio di ricerca entro il 2026.
Aziende
Tecnologia e Innovazione

Al Pharma Day del 28 settembre 2026, tenutosi a Londra, Roche ha annunciato di aver iniziato a costruire laboratori autonomi guidati dall’intelligenza artificiale. L’obiettivo è rafforzare il collegamento tra analisi computazionali ed esperimenti nelle prime fasi di ricerca e sviluppo dei medicinali. La società non ha comunicato risultati che dimostrino già un’accelerazione misurabile della scoperta di nuovi farmaci attribuibile a queste strutture.

Il progetto si inserisce nella strategia Lab-in-the-Loop, che Roche aveva già descritto nel marzo 2026: gli esperimenti biologici e chimici vengono collegati ai modelli di AI, così che le osservazioni sperimentali possano contribuire a perfezionare le analisi successive. La novità annunciata al Pharma Day riguarda l’avvio della costruzione dei laboratori autonomi nell’ambito di questa strategia.

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Secondo i dati presentati dall’azienda, il 40% delle decisioni relative alla pipeline assunte tra il quarto trimestre 2025 e il secondo trimestre 2026 includeva un contributo tracciato dell’AI o di strumenti computazionali. Roche prevede che Target Nexus, il proprio strumento di AI, contribuisca all’80% delle decisioni sul portafoglio di ricerca entro la fine del 2026. Questo secondo dato è un obiettivo dichiarato, non un risultato già conseguito.

Entro il 2026, il gruppo prevede di riallocare circa 2 miliardi di franchi svizzeri provenienti da risparmi nella ricerca e sviluppo verso programmi e iniziative per la produttività. Roche punta inoltre a portare sul mercato fino a 20 nuove entità molecolari entro il 2030. Si tratta di obiettivi aziendali, non di esiti garantiti.

L’azienda riferisce anche che il tasso di successo dei programmi in fase III supera l’80% dall’inizio del 2026, contro il 65% nel 2025. Il confronto non consente di attribuire il miglioramento all’AI: per valutarne l’impatto serviranno evidenze sull’efficienza della ricerca e sugli esiti dei singoli programmi. Per medici e farmacisti, il punto da seguire sarà se il nuovo assetto produrrà candidati terapeutici capaci di confermare efficacia e sicurezza negli studi clinici.

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