
Più risorse per la sanità, con una richiesta al ministero dell'Economia che è ancora in fase di definizione. Il ministro della Salute Orazio Schillaci annuncia la preparazione di un documento con il fabbisogno finanziario e lega il nuovo intervento alla necessità di garantire concretamente le prestazioni del Servizio sanitario nazionale.
"Abbiamo quantificato le risorse necessarie e le abbiamo messe in bilancio. Stiamo preparando un documento dettagliato che sottoporremo al ministero dell'Economia", spiega Schillaci in un'intervista al Messaggero. L'entità definitiva della richiesta, precisa, non è stata ancora chiusa.
Più fondi, ma Schillaci chiede anche di spenderli meglio
Il ministro evita quindi di anticipare una cifra. Ribadisce però la richiesta di aumentare gli investimenti: "Chiedo più risorse per la sanità, ma vanno anche spese meglio". E aggiunge che la posizione non sarebbe isolata: "Dobbiamo continuare a investire sulla sanità".
Il tema delle risorse si lega direttamente all'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. L'introduzione di nuove prestazioni nei Lea produce infatti un diritto che deve poi trovare effettiva applicazione nei servizi regionali.
Schillaci insiste proprio su questo passaggio: "Il nostro compito, insieme alle Regioni, è fare in modo che i diritti diventino servizi effettivi". Secondo il ministro, le novità introdotte sono finanziate.
Dai nuovi screening agli ausili protesici
Come anticipato nei giorni scorsi, l'aggiornamento interviene su numerose prestazioni garantite dal Ssn. Schillaci cita gli screening neonatali, i percorsi di sorveglianza per le donne con rischio ereditario di tumore della mammella o dell'ovaio, le prestazioni per la gravidanza, le nuove esenzioni per malattie rare e croniche e gli strumenti per orientare le terapie oncologiche.
Un altro esempio riguarda gli ausili protesici. "Se ne esistono di più innovativi perché un paziente deve accontentarsi di versioni obsolete?", osserva il ministro.
Il problema che il nuovo meccanismo dovrebbe evitare è il lungo intervallo tra l'arrivo di nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche e il loro effettivo ingresso nelle prestazioni garantite dal servizio pubblico.
"Il precedente aggiornamento risaliva al 2017"
Schillaci torna anche sul precedente aggiornamento dei Lea, risalente al 2017 ma rimasto a lungo senza concreta applicazione per la mancata entrata in vigore delle relative tariffe. "Lo abbiamo sbloccato noi, nel 2024, con il decreto tariffe", afferma.
Il ministro rivendica ora la scelta di accelerare gli aggiornamenti: "Non possiamo chiedere ai cittadini di aspettare anni e anni per accedere alle nuove prestazioni che la scienza rende disponibili".
Il passaggio successivo sarà finanziario. La richiesta che il ministero della Salute presenterà al Mef non ha ancora una cifra definitiva, ma Schillaci anticipa che punterà a incrementare ulteriormente le risorse destinate alla sanità.




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