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Nuovi LEA, 800 prestazioni: cosa cambia per pazienti e medici

Dallo screening neonatale per la SMA ai test prenatali, fino a tumori, malattie rare e croniche. Il nuovo pacchetto entrerà in vigore tra 30 giorni
Sanità pubblica

Dopo quasi dieci anni cambiano i Livelli essenziali di assistenza. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei provvedimenti di aggiornamento dei Lea, entrano nel sistema circa 800 interventi tra nuovi servizi, prestazioni e terapie, modifiche e sostituzioni di quelle già previste. Le novità riguardano prevenzione, oncologia, gravidanza, malattie rare e croniche, specialistica e assistenza protesica.

L'ultimo aggiornamento organico risaliva al 2017, anche se la piena attuazione era arrivata soltanto nel 2024 con lo sblocco del decreto sulle tariffe. Il decreto del 3 agosto 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 settembre, modifica il Dpcm del 12 gennaio 2017 e aggiorna numerosi suoi allegati.

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Screening neonatale, entra la Sma

Una delle novità più rilevanti riguarda lo screening neonatale. L'atrofia muscolare spinale (Sma) entra nello Screening neonatale esteso su tutto il territorio nazionale, mentre il programma viene ampliato ad altre otto patologie metaboliche e rare.

Tra quelle comprese nel pacchetto figurano immunodeficienze combinate gravi, mucopolisaccaridosi di tipo I, adrenoleucodistrofia legata all'X, malattia di Pompe, Fabry e Gaucher. La platea potenzialmente interessata supera i 390 mila neonati ogni anno.

Gravidanza, arrivano i test prenatali non invasivi

Cambia anche l'assistenza durante la gravidanza. Tra le prestazioni garantite entrano i test prenatali non invasivi, insieme a nuove prestazioni per il controllo della gravidanza fisiologica.

Nel pacchetto approvato dalle Regioni figurava in particolare il Nipt sul DNA fetale per le principali trisomie, con una platea potenziale superiore a 90 mila donne l'anno. L'aggiornamento comprende inoltre nuove tecnologie diagnostiche, tra cui l'elastografia epatica e nuovi test genetici.

Tumori, screening e sorveglianza per BRCA1 e BRCA2

Un altro capitolo riguarda l'oncologia. I nuovi Lea comprendono prestazioni per caratterizzare meglio il carcinoma mammario ormonoresponsivo in fase precoce e orientare la scelta terapeutica.

Viene inoltre previsto un programma nazionale per la ricerca delle varianti patogenetiche BRCA1 e BRCA2 nelle familiari di pazienti con carcinoma della mammella o dell'ovaio risultate positive alle mutazioni. Per le donne sane nelle quali viene individuata la variante genetica sono previsti percorsi di sorveglianza attiva con visite senologiche ed esami diagnostici.

Cambia anche la radioterapia, con un percorso unitario che comprende il trattamento e le prestazioni necessarie alla sua preparazione.

Più esenzioni per malattie croniche e rare

L'aggiornamento interviene direttamente anche sulle esenzioni. L'elenco delle malattie rare viene ampliato e rivisto, con l'inserimento di nuove patologie o gruppi, nuove denominazioni, sinonimi e modifiche della classificazione.

Per le malattie croniche e invalidanti vengono invece modificati sia gli elenchi delle patologie sia quelli delle prestazioni associate. Nel testo sul quale le Regioni avevano espresso parere favorevole figuravano, tra le nuove condizioni esenti, la sindrome fibromialgica nelle forme gravi, l'idrosadenite suppurativa e la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Tra gli interventi previsti rientrano anche i disturbi dell'alimentazione e della nutrizione, con prestazioni di terapia psicoeducazionale individuale e di gruppo.

Dal nomenclatore spariscono le prestazioni obsolete

L'aggiornamento non procede soltanto per aggiunte. Il nomenclatore della specialistica ambulatoriale viene rivisto eliminando alcune prestazioni e introducendone di nuove, modificando codici, descrizioni, condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva. Interventi analoghi interessano l'assistenza protesica e gli ausili, con nuovi inserimenti, eliminazioni e modifiche delle denominazioni, delle descrizioni e dei codici.

Quando il pacchetto aveva ricevuto il via libera delle Regioni, l'impatto delle misure che comportavano nuovi costi era stato stimato in circa 149,5 milioni di euro l'anno, coperti attraverso risorse già stanziate. Altri interventi sono invece realizzati a parità di risorse.

Il decreto stabilisce che Regioni e Province autonome dovranno applicare l'aggiornamento senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nell'ambito delle risorse programmate per il Servizio sanitario nazionale.

"Con la pubblicazione dei nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Servizio Sanitario Nazionale più moderno, più equo e più vicino ai loro reali bisogni di salute", ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 30 settembre.

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