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Vaccini, Bassetti denuncia lo scontro politico. Ma a Milano crescono le adesioni

L'infettivologo: "Sono diventati un'arma di lotta politica". Intanto l'Open Day milanese registra 1.306 vaccinati e 2.254 somministrazioni, più del 2025
Sanità pubblica
Vaccini

Da una parte i vaccini trasformati in terreno di scontro politico. Dall'altra 1.306 persone che, in una giornata, si presentano allo stadio di San Siro per vaccinarsi, con 2.254 somministrazioni complessive e numeri superiori a quelli dello scorso anno. Due fotografie molto diverse che arrivano quasi contemporaneamente e raccontano la distanza possibile tra il dibattito pubblico sulla vaccinazione e i comportamenti concreti dei cittadini.

A porre la questione politica è Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all'Università di Genova e direttore della Clinica di Malattie infettive dell'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Intervenendo alla Leopolda di Firenze, l'infettivologo ha parlato di un "attacco violentissimo al mondo della scienza, e in particolare ai vaccini", sostenendo che dopo la pandemia la vaccinazione sia diventata per una parte dell'opinione pubblica un terreno di contrapposizione politica.

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"Qualcuno è riuscito a far diventare i vaccini un'arma di lotta politica", ha affermato Bassetti, ricordando anche gli attacchi personali subiti negli ultimi anni per le sue posizioni. L'infettivologo ha quindi rivolto un appello alla politica perché torni ad ascoltare la scienza e ha chiesto che i professionisti sanitari recuperino il ruolo che, a suo giudizio, è stato progressivamente indebolito.

A San Siro oltre 2.200 vaccinazioni in un giorno

Nelle stesse ore, dalla Lombardia arriva però un dato che racconta un altro lato della questione. All'Open Day organizzato il 3 ottobre allo stadio Giuseppe Meazza hanno partecipato 1.306 cittadini e sono state effettuate 2.254 somministrazioni.

Il confronto con l'edizione precedente segna una crescita: 202 persone vaccinate e 338 somministrazioni in più rispetto all'Open Day del 2025. Erano disponibili la vaccinazione antinfluenzale e, sulla base dell'età e delle condizioni di salute, gli altri vaccini raccomandati.

Un singolo Open Day non consente naturalmente di misurare la fiducia degli italiani nei vaccini. Il risultato indica però che, quando l'offerta viene resa facilmente accessibile, esiste una domanda di prevenzione che il confronto politico rischia di lasciare sullo sfondo.

Alla giornata hanno partecipato anche gli ex calciatori dell'Inter e della Nazionale Francesco Toldo e Fabio Galante. Accanto alle vaccinazioni erano presenti postazioni dedicate agli screening oncologici, alla promozione di corretti stili di vita, alla prevenzione delle dipendenze e ai servizi dei consultori.

L'accessibilità può fare la differenza sulle coperture

È su questo aspetto che insiste l'assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso. "È questo il senso degli Open Day che stiamo portando avanti in Lombardia: rendere la prevenzione sempre più facile, vicina e accessibile a tutti", ha dichiarato.

L'accessibilità è uno degli strumenti che possono favorire l'adesione alle vaccinazioni. Ridurre gli ostacoli organizzativi, moltiplicare le occasioni di somministrazione e portare l'offerta anche fuori dai tradizionali ambulatori significa rendere più semplice trasformare una disponibilità a vaccinarsi in una vaccinazione effettivamente eseguita.

La prospettiva non è quella irrealistica di ottenere un'adesione del 100% della popolazione. In termini di sanità pubblica conta raggiungere le coperture necessarie per ridurre l'impatto delle infezioni prevenibili e proteggere soprattutto le persone fragili, anche attraverso la vaccinazione di chi vive o entra frequentemente in contatto con loro.

Dallo scontro sui vaccini alla prevenzione concreta

È sotto questo profilo che le due notizie finiscono per incontrarsi. Bassetti denuncia una polarizzazione che ha trasformato i vaccini in un argomento identitario. I numeri di San Siro mostrano invece cittadini che, fuori dallo scontro politico, utilizzano concretamente un servizio di prevenzione quando viene portato vicino a loro.

La risposta all'esitazione vaccinale non passa quindi soltanto dalla comunicazione scientifica, ma anche dall'organizzazione concreta dell'offerta. Rendere semplice vaccinarsi non elimina il dissenso e non convince necessariamente chi rifiuta la vaccinazione. Può però aumentare le adesioni tra chi è disponibile a vaccinarsi, avvicinare la proposta agli indecisi e contribuire così al raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica e alla protezione delle persone più vulnerabili.

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