
Eli Lilly ha presentato i risultati dello studio di fase III TRIUMPH-2, che ha valutato retatrutide in persone con diabete mellito di tipo 2 associate ad obesità o sovrappeso. Dopo 80 settimane, il candidato farmaco monosettimanale ha evidenziato un effetto rilevante sul peso e sul controllo glicemico, con risultati accompagnati da miglioramenti in parametri cardiometabolici.
TRIUMPH-2 è uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che ha coinvolto 1.152 partecipanti assegnati a retatrutide 4, 9 o 12 mg, oppure a placebo. Il trattamento agisce contemporaneamente sui recettori di GIP, GLP-1 e glucagone, con l’obiettivo di intervenire su regolazione dell’appetito, metabolismo energetico e omeostasi glicemica.
Alla settimana 80, la riduzione media del peso corporeo è stata del 12,7% con 4 mg, del 19,1% con 9 mg e del 20,8% con 12 mg, rispetto al 4% osservato nel gruppo placebo. Nei soggetti con BMI iniziale pari o superiore a 35 kg/m², la dose da 12 mg è stata associata a una perdita media del 23,4% del peso basale.
Con la dose più alta, il 59,5% dei partecipanti non rispondeva più ai criteri di BMI per l’obesità alla conclusione dello studio. Inoltre, il 67% ha raggiunto una riduzione ponderale di almeno il 15%, il 52% di almeno il 20% e il 34,9% di almeno il 25%.
L’emoglobina glicata, inizialmente pari in media al 7,7%, si è ridotta dell’1,4% con 4 mg, dell’1,6% con 9 mg e dell’1,5% con 12 mg, a fronte di un calo dello 0,2% con placebo. La quota di pazienti che ha raggiunto HbA1c inferiore al 5,7% è arrivata al 40% con 9 mg e al 39,3% con 12 mg.
Il programma ha inoltre registrato, alla dose di 12 mg, riduzioni medie di trigliceridi, colesterolo non-HDL, pressione arteriosa sistolica, circonferenza addominale e proteina C-reattiva ad alta sensibilità. Questi esiti sostengono l’interesse per un approccio integrato alla gestione della malattia metabolica, pur senza consentire conclusioni definitive sugli outcome cardiovascolari.
Gli eventi avversi più frequenti sono stati di natura gastrointestinale, soprattutto diarrea, nausea, stipsi e vomito, generalmente di intensità lieve o moderata. Le interruzioni per eventi avversi hanno riguardato il 3,8%, l’11,6% e il 7,7% dei soggetti trattati rispettivamente con 4, 9 e 12 mg, contro il 4,9% nel gruppo placebo.
Retatrutide resta tuttavia un medicinale sperimentale, non ancora autorizzato alla commercializzazione. L’azienda prevede di presentare alla FDA statunitense la domanda di autorizzazione biologica nel primo trimestre del 2027. Saranno necessari la valutazione regolatoria e ulteriori dati clinici per definire il posizionamento terapeutico di retatrutide nella popolazione con diabete tipo 2 e obesità.




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