
Un contratto vero fin dal primo anno, retribuzioni più vicine agli standard europei, superamento delle incompatibilità considerate ormai anacronistiche e maggiore valorizzazione del tutoraggio. Sono alcune delle priorità indicate dall'Anaao Assomed dopo la consegna al Ministero dell'Università e della Ricerca della relazione tecnica elaborata dal Tavolo per la riforma della formazione medica specialistica.
Per il sindacato il documento rappresenta un primo passaggio verso una revisione strutturale della condizione dei medici specializzandi, ma la fase successiva dovrà tradurre le indicazioni tecniche in norme, contratti e risorse.
"La consegna della relazione tecnica al MUR rappresenta un passo in avanti importante e il riconoscimento nero su bianco delle battaglie che come Anaao Assomed e Anaao Giovani portiamo avanti da anni", afferma il segretario nazionale Pierino Di Silverio.
"Un contratto vero fin dal primo anno"
Il tema della condizione contrattuale dei medici in formazione è da tempo al centro delle richieste del sindacato. Anaao contesta in particolare un sistema nel quale lo specializzando partecipa progressivamente all'attività assistenziale senza avere un inquadramento equiparabile a quello degli altri professionisti che lavorano nel Servizio sanitario.
Di Silverio individua nella relazione quattro direttrici sulle quali intervenire: "Finalmente si mettono a fuoco i nodi strutturali che strangolano la formazione medica nel nostro Paese: un contratto vero fin dal primo anno, l'allineamento delle retribuzioni agli standard europei, il superamento di anacronistiche incompatibilità e la valorizzazione del tutoraggio".
La richiesta di modificare lo status degli specializzandi non nasce con il Tavolo appena concluso. Anaao ha sostenuto negli ultimi anni la necessità di riconoscere maggiormente la componente professionale dell'attività svolta durante la specializzazione e di accompagnare la formazione con tutele e condizioni economiche più adeguate.
"Non possiamo più permetterci che i medici in formazione specialistica siano considerati una forza lavoro di serie B, intrappolati in un sistema che mortifica le competenze e disincentiva il lavoro nel pubblico", afferma Di Silverio.
Una base tecnica per la riforma
La relazione trasmessa al MUR conclude il lavoro tecnico e apre ora la fase nella quale le indicazioni dovranno essere valutate sul piano politico e normativo. Per il segretario Anaao, "la base tecnica c'è ed è solida, frutto di un lavoro condiviso che ringraziamo la Ministra Bernini e il Tavolo tecnico per aver portato a compimento". Al confronto ha partecipato anche Anaao attraverso Fabrizio Mattu, rappresentante nazionale dei medici specializzandi e componente del Tavolo per il sindacato.
"L'istituzione del Tavolo ha consentito di portare fin dall'inizio nel confronto istituzionale le richieste che gli specializzandi avanzano da anni e di incidere direttamente sulla definizione delle priorità della riforma", sottolinea Mattu. Il risultato, secondo il rappresentante degli specializzandi, è aver trasformato alcune delle richieste della categoria in indicazioni sulle quali costruire i successivi interventi.
"Oggi quelle richieste sono nero su bianco in una relazione tecnica, con priorità e strumenti concreti di intervento. È un passaggio importante, perché crea finalmente le condizioni per intervenire rapidamente sugli elementi fondamentali e urgenti della riforma della formazione medica post-laurea".
Di Silverio: "Ora la fase dell'ascolto è finita"
Per Anaao il passaggio più delicato comincia però adesso. Le indicazioni del Tavolo dovranno trovare una traduzione legislativa e contrattuale e, soprattutto, essere accompagnate dalle risorse necessarie. Il sindacato guarda già alla prossima legge di bilancio come possibile sede per finanziare almeno una parte degli interventi.
"Ora però la fase dell'ascolto è finita", afferma Di Silverio. "La politica ha il dovere di passare rapidamente ai fatti, traducendo queste priorità in interventi normativi, contrattuali e, soprattutto, finanziari nella prossima legge di bilancio". Per il segretario nazionale la riforma della formazione specialistica deve essere collegata anche alla capacità del sistema pubblico di trattenere i giovani professionisti.
"Senza risorse adeguate e senza una vera riforma della specializzazione che garantisca tutele, dignità professionale e qualità formativa, non salveremo il Servizio sanitario nazionale", conclude Di Silverio. "L'Anaao vigilerà passo dopo passo affinché questo piano non resti sulla carta".




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