
Uno studio presentato al congresso europeo EASD di Milano apre nuove prospettive per le persone che convivono con obesità e diabete di tipo 2. Una combinazione sperimentale di due farmaci, eloralintide e tirzepatide, ha infatti permesso di ottenere una perdita di peso fino al 23,3% in meno di un anno, associata a un marcato miglioramento del controllo della glicemia.
Una doppia strategia
Procedono spesso insieme, alimentandosi a vicenda e aumentando il rischio di complicanze cardiovascolari, renali e metaboliche. Per questo motivo la ricerca su obesità e diabete di tipo 2 sta puntando sempre più su terapie capaci di intervenire contemporaneamente su più meccanismi biologici.
In questa direzione si inserisce EloraTZP, un trattamento sperimentale sviluppato da Eli Lilly che combina eloralintide e tirzepatide. Il farmaco è stato valutato in uno studio di fase 2b presentato all’Annual Meeting dell'European Association for the Study of Diabetes (EASD) 2026. La sperimentazione ha coinvolto 367 adulti con obesità o sovrappeso associati a diabete di tipo 2, una popolazione nella quale è spesso difficile ottenere una perdita di peso significativa e mantenuta nel tempo.
Come agiscono i due principi attivi
L'approccio combina l'azione di ormoni naturali che l'organismo produce dopo i pasti per regolare fame, sazietà e livelli di zucchero nel sangue. L’eloralintide è un agonista selettivo del recettore dell'amilina, un ormone rilasciato dalle cellule beta del pancreas. La tirzepatide, già nota per il suo utilizzo nel trattamento del diabete e dell'obesità, agisce invece sui recettori degli ormoni intestinali GIP e GLP-1. L'idea alla base della terapia è sfruttare contemporaneamente queste diverse vie biologiche per ottenere un effetto più potente sia sul controllo del peso sia sulla gestione della glicemia.
Quasi 25 chili persi con il dosaggio più elevato
Dopo 48 settimane di trattamento, tutte le combinazioni di dosaggio testate hanno raggiunto gli obiettivi principali dello studio. I partecipanti partivano da un peso medio di 105,4 chilogrammi e da un'emoglobina glicata (HbA1c) media dell'8,1%, un valore che indica un controllo non ottimale del diabete. I risultati più rilevanti sono stati osservati con il dosaggio più alto di EloraTZP (eloralintide 9 mg più tirzepatide 15 mg): perdita media di peso del 23,3%, riduzione di circa 24,6 kg, diminuzione dell'HbA1c del 2,9%.
Anche i dosaggi inferiori hanno mostrato risultati importanti: 3,2% di perdita di peso e riduzione dell'HbA1c del 2,2% con eloralintide 3 mg e tirzepatide 5 mg; 19,4% di perdita di peso e riduzione dell'HbA1c del 2,7% con eloralintide 6 mg e tirzepatide 5 mg; 19,9% di perdita di peso e riduzione dell'HbA1c del 2,6% con eloralintide 6 mg e tirzepatide 10 mg. Per confronto, la sola tirzepatide alla dose massima ha prodotto una riduzione media del peso del 14,8%, mentre il placebo si è fermato al 3%.
Migliora anche il controllo del diabete
Oltre alla perdita di peso, lo studio evidenzia un effetto significativo sul controllo metabolico. L'emoglobina glicata, il parametro che misura l'andamento medio della glicemia negli ultimi mesi, si è ridotta in modo consistente in tutti i gruppi trattati con la combinazione farmacologica. Questo dato è particolarmente rilevante perché una riduzione dell'HbA1c contribuisce a diminuire il rischio di complicanze legate al diabete. I risultati suggeriscono quindi un potenziale beneficio "doppio": meno peso corporeo e migliore controllo degli zuccheri nel sangue.
Risultati che contano per i pazienti
«Obesità e diabete di tipo 2 sono condizioni interconnesse e stiamo osservando il potenziale beneficio di intervenire su più vie ormonali contemporaneamente per affrontarle entrambe – ha dichiarato Liana K. Billings, direttrice della Ricerca Clinica e Genetica sul Diabete e le Malattie Cardiometaboliche di Endeavor Health, a Evanston, Illinois (Stati Uniti), e prima autrice dello studio – In tutte le combinazioni di dosaggio studiate con eloralintide e tirzepatide, i partecipanti hanno ottenuto una sostanziale perdita di peso insieme a una significativa riduzione dell'HbA1c. Si tratta di risultati che contano per i pazienti».
Secondo la specialista, questi dati rappresentano un passo avanti verso terapie sempre più personalizzate: «dobbiamo continuare a costruire su questi risultati affinché in futuro sia possibile offrire alle persone più opzioni terapeutiche che affrontino contemporaneamente il peso corporeo e il controllo della glicemia, rispecchiando meglio la complessità della convivenza con diabete di tipo 2 e obesità».
Sicurezza: effetti indesiderati soprattutto gastrointestinali
Gli eventi avversi più frequenti sono stati di tipo gastrointestinale, come nausea, disturbi digestivi o altri sintomi correlati all'apparato digerente. I ricercatori sottolineano che questi effetti sono stati generalmente lievi o moderati e si sono verificati soprattutto durante la fase di aumento progressivo delle dosi. Gli eventi gastrointestinali sono risultati più frequenti nei gruppi trattati con la combinazione dei due farmaci rispetto ai gruppi che hanno ricevuto soltanto eloralintide o soltanto tirzepatide.
Cosa significa per il futuro delle cure
I dati presentati all'EASD riguardano ancora un farmaco sperimentale e saranno necessari ulteriori studi per confermarne efficacia e sicurezza su numeri più ampi di pazienti. Tuttavia, i risultati ottenuti rafforzano una delle principali direzioni della ricerca nel diabete e nell'obesità: combinare molecole che agiscono su diversi ormoni per ottenere benefici più marcati e duraturi. Una strategia che potrebbe ampliare nei prossimi anni le opzioni terapeutiche a disposizione delle persone che devono gestire contemporaneamente eccesso di peso e diabete di tipo 2.




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