
Con oltre 5.000 pazienti provenienti da 28 Paesi, VOYAGER rappresenta il più ampio studio globale real-world dedicato a faricimab. Nelle coorti nAMD e DME, dopo 12 mesi, i pazienti mai trattati hanno evidenziato un miglioramento dell’acuità visiva associato a una riduzione dello spessore foveale centrale (CST). Nei pazienti già sottoposti ad altre terapie, invece, la capacità visiva si è mantenuta stabile mentre il CST è ulteriormente migliorato.
Risultati favorevoli sono emersi anche nell’RVO. Nelle forme centrali/emisferiche, sia la vista sia il CST sono migliorati indipendentemente dal precedente trattamento. Nella RVO di branca, i pazienti naïve hanno ottenuto benefici visivi e anatomici, mentre nei soggetti già trattati la stabilità della vista si è accompagnata a un miglioramento del CST.
L'analisi delle immagini mediante intelligenza artificiale e deep learning ha inoltre documentato una riduzione del fluido sottoretinico (SRF) e intraretinico (IRF). Nelle coorti nAMD e DME, il ricorso alle iniezioni nei mesi 7-12 è risultato inferiore rispetto alla prima metà dell'anno, indicando la possibilità di prolungare gli intervalli terapeutici.
Il profilo di sicurezza osservato nello studio è risultato complessivamente coerente con quanto già documentato negli studi di Fase III.
Le evidenze nello studio SALWEEN
A completare il quadro sono i risultati a due anni dello studio di Fase IIIb/IV SALWEEN, condotto nella vasculopatia polipoidale della coroide (PCV), una forma complessa di nAMD. Tra le settimane 100 e 108, faricimab ha determinato un guadagno medio di 7,3 lettere nella BCVA e una riduzione del CST di 127 µm. Al secondo anno, il 74% dei pazienti non presentava fluido retinico e l'86% mostrava inattivazione delle lesioni polipoidali.
Il 61% dei pazienti ha inoltre potuto estendere l'intervallo di trattamento fino a 20 settimane, riducendo il carico terapeutico.
Faricimab agisce contemporaneamente sulle vie di Ang-2 e VEGF-A, coinvolte nella destabilizzazione dei vasi retinici e nella progressione delle alterazioni associate alle principali patologie retiniche. Il farmaco è approvato in oltre 100 Paesi per nAMD e DME e in oltre 60 Paesi per l'edema maculare associato a RVO.
Parallelamente, Roche ha recentemente ottenuto dalla Commissione Europea l'approvazione di un sistema a rilascio continuo mediante Port Delivery Platform, destinato alla nAMD e progettato per ridurre la frequenza delle somministrazioni intravitreali.




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