|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Ferie non godute, nuove regole per il pagamento ai dipendenti pubblici

Con la legge 174/2026 cade il divieto assoluto di monetizzazione alla cessazione del servizio. L'amministrazione deve dimostrare che il dipendente ha rinunciato consapevolmente alle ferie.
Medlex

Cambiano le regole per il pagamento delle ferie non godute nel pubblico impiego, con conseguenze anche per medici, infermieri e altri professionisti del Servizio sanitario nazionale. La legge 5 ottobre 2026, n. 174, entrata in vigore il 7 ottobre, ha convertito il decreto-legge 144/2026, modificando la disciplina che dal 2012 vietava, in linea generale, di sostituire le ferie con un'indennità economica.

La nuova normativa consente il pagamento delle ferie residue alla cessazione del rapporto di lavoro, purché la mancata fruizione non sia riconducibile a una scelta consapevole del dipendente. La possibilità riguarda, tra le altre ipotesi, il pensionamento, le dimissioni e la cessazione per inidoneità al servizio. Non viene invece introdotta la facoltà di rinunciare alle ferie in cambio di denaro durante il rapporto di lavoro.

pubblicità

Quando spetta l'indennità e chi deve fornire le prove

La modifica più importante riguarda gli obblighi del datore di lavoro. Le amministrazioni pubbliche devono organizzare l'attività in modo da consentire al personale di utilizzare le ferie maturate e invitare formalmente i dipendenti a fruirne, informandoli tempestivamente del rischio di perderle se non vengono utilizzate entro i termini previsti.

Se il rapporto di lavoro termina con ferie residue, l'amministrazione può escludere il pagamento dell'indennità soltanto dimostrando che il lavoratore era stato messo nelle condizioni di usufruirne e aveva scelto consapevolmente di non farlo. L'onere della prova è quindi a carico del datore di lavoro, non del dipendente.

Il principio assume particolare rilievo nelle aziende sanitarie, dove carenze di personale, turnazioni e necessità di garantire la continuità assistenziale possono aver impedito a medici e operatori di utilizzare regolarmente i periodi di riposo. In queste circostanze, la semplice presenza di ferie arretrate non è sufficiente a giustificarne la perdita.

La nuova disciplina recepisce principi già affermati dalla giurisprudenza europea e nazionale, secondo i quali il diritto all'indennità sostitutiva non può essere escluso automaticamente quando il lavoratore non abbia avuto un'effettiva possibilità di esercitare il diritto alle ferie.

Le ferie maturate prima del 7 ottobre 2026

La legge stabilisce un limite temporale preciso: le nuove disposizioni si applicano alle ferie maturate successivamente al 7 ottobre 2026. Non è quindi previsto un pagamento automatico, sulla base della nuova norma, per le ferie accumulate negli anni precedenti.

Per le ferie pregresse restano tuttavia rilevanti gli orientamenti della Corte di giustizia dell'Unione europea e della Corte di Cassazione, che hanno riconosciuto la necessità di verificare se il mancato utilizzo dipendesse effettivamente dalla volontà del lavoratore. Anche per chi ha già lasciato il servizio può quindi essere possibile rivendicare l'indennità, valutando le circostanze del singolo caso.

Per i dipendenti sanitari prossimi alla pensione o alla cessazione del rapporto diventa importante verificare il saldo delle ferie residue, distinguere i periodi di maturazione e conservare la documentazione relativa alle richieste di ferie, agli eventuali dinieghi e alle comunicazioni ricevute dall'amministrazione. Sono questi gli elementi che possono risultare determinanti per il riconoscimento dell'indennità economica.

Medlex
Commenti

I Correlati

Ferie non godute nella PA, cambia la monetizzazione: quando scatta l'indennità
Medlex
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Testamento e demenza, il certificato medico può ribaltare la prova
Medlex
Testamento e demenza, il certificato medico può ribaltare la prova
La Cassazione conferma l'annullamento di un testamento sulla base di una valutazione psichiatrica successiva. All'erede beneficiario la prova del lucido intervallo.
Responsabilità medica, Schillaci accelera sulla riforma della colpa
Medlex
Responsabilità medica, Schillaci accelera sulla riforma della colpa
Il disegno di legge sulle professioni sanitarie interviene sulla Gelli-Bianco. Più peso alle condizioni di lavoro e limiti alla punibilità, senza cancellare i risarcimenti.
Dimissioni volontarie, quando l'ospedale risponde comunque dei danni
Medlex
Dimissioni volontarie, quando l'ospedale risponde comunque dei danni
Il rifiuto del ricovero non libera automaticamente i sanitari da ogni responsabilità. Decisivi il consenso informato, le omissioni assistenziali e il nesso causale.
Farmaci antidiabetici, il TAR: le Regioni non possono limitare i MMG
Medlex
Farmaci antidiabetici, il TAR: le Regioni non possono limitare i MMG
Annullati i vincoli imposti dal Lazio sulla prima prescrizione dei farmaci della Nota AIFA 100. Il regime distributivo non può restringere le competenze dei medici.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.