
Il completamento delle Case e degli Ospedali di Comunità entro il 2026 non esaurisce gli impegni finanziari della riforma dell'assistenza territoriale. Con la conclusione del PNRR, il Servizio sanitario nazionale dovrà garantire le risorse necessarie a rendere operative le nuove strutture. La Corte dei conti richiama il problema nell'audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026, indicando nella prossima legge di bilancio un passaggio decisivo per la sostenibilità del nuovo modello assistenziale.
La questione non riguarda soltanto il completamento degli edifici e l'acquisto delle apparecchiature, ma soprattutto i costi ricorrenti per personale, beni e servizi. Secondo la stima della Ragioneria generale dello Stato richiamata dalla magistratura contabile, il mantenimento a regime degli interventi sulla spesa corrente introdotti dalla Missione 6 del PNRR comporterà un costo annuo di poco superiore a 1,3 miliardi di euro dal 2027, a valere sulle risorse del finanziamento ordinario del SSN.
Le risorse già stanziate e il passaggio al finanziamento ordinario
La Corte ricorda che il legislatore è già intervenuto per sostenere gli organici necessari all'attuazione degli standard del DM 77/2022. La legge di bilancio 2022 aveva previsto stanziamenti progressivamente crescenti, da 91 milioni nel 2022 a 1.015 milioni annui dal 2026. La legge di bilancio 2024 ha successivamente aggiunto 350 milioni annui dal 2026, portando le risorse complessive a 1,365 miliardi di euro all'anno.
Si tratta di finanziamenti destinati al personale dipendente e convenzionato necessario alla riorganizzazione dell'assistenza territoriale. La loro presenza non elimina tuttavia la necessità di verificare, nella prossima manovra, la sostenibilità complessiva delle attività delle nuove strutture, comprese le ulteriori esigenze di funzionamento e approvvigionamento.
Nell'audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, la Corte osserva che l'attivazione effettiva dei servizi territoriali determinerà maggiori fabbisogni di spesa corrente, dei quali sarà necessario tenere conto nella programmazione finanziaria. Il passaggio dagli investimenti straordinari alle risorse ordinarie diventa così uno degli aspetti centrali della fase successiva al PNRR.
Il problema degli organici e il ruolo dei medici convenzionati
La sostenibilità del modello dipende anche dalla disponibilità dei professionisti chiamati a garantire le prestazioni. I più recenti Accordi collettivi nazionali hanno definito modalità di partecipazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta alle attività delle strutture territoriali, prevedendo una maggiore integrazione tra assistenza ai propri pazienti e servizi organizzati dalle aziende sanitarie.
Il documento segnala però che questa riorganizzazione avviene mentre il numero dei medici convenzionati continua a diminuire. Nel 2024 i medici di medicina generale erano 37.173, con una riduzione di 810 unità rispetto al 2023 e di 7.764 rispetto al 2014. Nello stesso anno, il 54,5% dei professionisti aveva più di 1.500 assistiti, contro il 28% registrato dieci anni prima.
Anche per i pediatri di libera scelta si osserva una contrazione degli organici: nel 2024 erano 6.496, il 15,8% in meno rispetto al 2014. La crescente pressione assistenziale rende particolarmente delicata l'organizzazione delle attività nelle Case della Comunità, che richiedono una presenza professionale stabile e coordinata.
La legge di bilancio 2027 alla prova dell'assistenza territoriale
Sul versante delle attrezzature, la Corte richiama il decreto ministeriale del 27 luglio 2026, che ha aggiornato le modalità di utilizzo di 235,8 milioni di euro già ripartiti alle Regioni. Fino al 50% di queste risorse potrà essere destinato all'acquisto di apparecchiature per le Case della Comunità hub e spoke, mentre la parte restante riguarda le dotazioni degli studi dei medici di medicina generale, dei pediatri e delle forme associative.
Resta distinta, tuttavia, la questione della gestione quotidiana delle strutture. Gli investimenti consentono di realizzare e attrezzare la rete territoriale, ma la continuità delle prestazioni richiede personale disponibile, organizzazione dei servizi e risorse correnti adeguate.
È su questo terreno che la Corte dei conti richiama l'attenzione del Governo in vista della prossima manovra. La sostenibilità delle Case della Comunità dopo il PNRR dipenderà dalla capacità di trasformare gli investimenti in servizi effettivamente operativi, garantendo nel tempo le risorse e i professionisti necessari all'attuazione della riforma territoriale.




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