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Farmacie comunali, contratto rinnovato dopo quasi due anni: +220 euro

L'Assemblea Assofarm approva l'intesa con i sindacati. Previsti anche 30 euro di indennità professionale e 500 euro una tantum. Nuove tutele e servizi sanitari.
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Arriva a conclusione un passaggio decisivo del rinnovo del contratto delle farmacie comunali, scaduto il 31 dicembre 2024 e al centro di una lunga trattativa sindacale. L'Assemblea federale di Assofarm ha approvato il 13 ottobre l'accordo che prevede un aumento retributivo mensile di 220 euro a regime per il primo livello, un'indennità professionale di 30 euro per i farmacisti e un importo una tantum di 500 euro per il periodo di vacanza contrattuale.

L'intesa era stata sottoscritta in forma di ipotesi il 15 settembre da Assofarm e dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Il nuovo CCNL, destinato a rimanere in vigore fino al 31 dicembre 2029, interessa oltre 6mila dipendenti delle aziende gestite o partecipate dagli enti locali che operano nel settore farmaceutico.

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Dalla scadenza del 2024 allo sciopero nazionale

Il rinnovo arriva dopo un confronto particolarmente complesso. Il precedente contratto era scaduto alla fine del 2024 e le trattative avevano registrato difficoltà soprattutto sulla misura degli aumenti salariali, sull'organizzazione del lavoro e sul riconoscimento delle nuove attività professionali.

Nel marzo 2026 le organizzazioni sindacali avevano giudicato ancora insufficiente la proposta economica e normativa presentata dalla parte datoriale. Il confronto era proseguito senza raggiungere un accordo, fino allo sciopero nazionale del 17 giugno, accompagnato da manifestazioni e presidi dei lavoratori.

La mobilitazione aveva posto al centro il recupero del potere d'acquisto, eroso dall'inflazione, e la necessità di adeguare il contratto all'evoluzione delle responsabilità dei farmacisti. Dopo la ripresa del negoziato, le parti erano giunte all'ipotesi di accordo del 15 settembre, successivamente sottoposta alle procedure di approvazione.

Aumenti, indennità e nuove tutele

L'accordo prevede un incremento retributivo di 220 euro mensili a regime per il primo livello, corrispondente al farmacista collaboratore, da riparametrare per gli altri livelli contrattuali. A questo si aggiunge una nuova indennità professionale di 30 euro mensili per i farmacisti e un importo una tantum di 500 euro, riferito al primo livello, per compensare il periodo di vacanza contrattuale.

Sono previste anche misure relative alle maggiorazioni per il lavoro straordinario e festivo, al trattamento economico della maternità e all'equiparazione dei permessi per riduzione dell'orario di lavoro tra il personale assunto prima e dopo il 2013.

Un'altra novità riguarda la copertura assicurativa obbligatoria per la colpa grave professionale, che si affianca agli interventi di valorizzazione delle attività sanitarie svolte dai farmacisti.

Vaccinazioni e servizi: cambia il ruolo del farmacista

Il rinnovo non si limita agli aspetti retributivi. Il contratto disciplina anche le attività professionali collegate all'evoluzione della farmacia dei servizi, con particolare attenzione alle vaccinazioni e alle prestazioni di prevenzione e assistenza territoriale.

È prevista una regolamentazione del compenso per l'attività vaccinale, riconoscendo il crescente coinvolgimento dei farmacisti nell'erogazione di prestazioni sanitarie che si affiancano alla tradizionale dispensazione dei medicinali.

Per il presidente di Assofarm, Luca Pieri, l'accordo rappresenta un passaggio strategico per il futuro delle farmacie pubbliche. Il miglioramento delle condizioni economiche e la valorizzazione delle competenze professionali vengono indicati dall'associazione come strumenti per sostenere l'ampliamento dei servizi e affrontare la crescente difficoltà nel reperimento di farmacisti.

Il nuovo contratto si inserisce così nel processo di trasformazione della farmacia comunale in presidio sanitario territoriale, con un riconoscimento economico e contrattuale delle attività aggiuntive richieste ai professionisti. Una trasformazione che, secondo Assofarm, potrà contribuire anche a migliorare l'attrattività del settore e a contrastare la carenza di personale qualificato.

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