
È quanto emerge da uno studio di fase 3 coordinato da Sabina Chiaretti e colleghi, pubblicato sul New England Journal of Medicine il 15 ottobre 2026. La ricerca ha confrontato un approccio di prima linea privo di chemioterapia, fondato sulla terapia mirata e sull’immunoterapia, con una strategia che associa un inibitore della tirosin-chinasi alla chemioterapia.
L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da eventi (event-free survival, EFS). A 24 mesi, la stima di EFS è risultata pari all’86% nel gruppo trattato con ponatinib e blinatumomab, rispetto al 67% nel gruppo che ha ricevuto imatinib e chemioterapia.
Lo studio ha valutato anche la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da eventi molecolari, definita in base all’assenza di malattia residua misurabile (MRD). Questi parametri hanno consentito di esaminare gli esiti del trattamento sia sul piano clinico sia su quello della risposta molecolare.
Le analisi hanno evidenziato differenze nella risposta molecolare tra i due gruppi, soprattutto dopo la fase di consolidamento. Al giorno 70, una risposta molecolare — definita come risposta molecolare completa (CMR) o risposta positiva non quantificabile (PNQ) — è stata registrata in 74 pazienti (47%) nel gruppo ponatinib-blinatumomab e in 34 pazienti (44%) nel gruppo imatinib-chemioterapia.
Al giorno 133, dopo il consolidamento, la stessa risposta è stata osservata in 112 pazienti (71%) nel gruppo sperimentale e in 38 pazienti (49%) nel gruppo di controllo. Il risultato indica una maggiore frequenza di risposta molecolare nel gruppo trattato con la combinazione mirata e immunoterapica in questa fase della valutazione.
Una strategia di prima linea senza chemioterapia
Nel complesso, gli autori concludono che, in questo studio di fase 3, l’approccio di prima linea basato su ponatinib e blinatumomab è risultato superiore alla combinazione di imatinib e chemioterapia. I risultati sostengono quindi il ruolo delle strategie mirate e immunoterapiche nel trattamento degli adulti con leucemia linfoblastica acuta Ph-positiva.
La valutazione complessiva della strategia deve considerare anche il profilo di sicurezza: il materiale dello studio include un’analisi degli eventi avversi gravi, ma non riporta nel testo disponibile i relativi dettagli numerici.




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