
Le Case della Comunità rischiano di restare strutture prive dei professionisti necessari a garantire l'assistenza. Dal congresso Sumai arriva la richiesta di una riforma contrattuale e organizzativa della specialistica.
Le Case della Comunità possono diventare la principale infrastruttura della nuova assistenza territoriale oppure trasformarsi in un investimento incapace di produrre i risultati attesi. A determinarne il futuro non sarà soltanto il completamento degli edifici finanziati dal PNRR, ma soprattutto la disponibilità di medici specialisti e delle risorse necessarie a garantirne il funzionamento.
È il messaggio lanciato da Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, in apertura del 58° congresso nazionale del sindacato degli specialisti ambulatoriali, in corso a Roma. "I muri edificati con le risorse del PNRR sono quasi pronti, ma rischiano di trasformarsi nell'ennesima cattedrale nel deserto se non si deciderà, con urgenza, come e con chi riempirli", ha dichiarato Magi.
Case della Comunità, il problema è renderle operative
Il segretario generale del Sumai ha richiamato i dati Agenas, secondo i quali soltanto il 4% delle strutture risulterebbe pienamente operativo. Un indicatore che il sindacato utilizza per evidenziare la distanza tra l'avanzamento degli interventi edilizi e l'effettiva disponibilità dei servizi previsti dalla riforma dell'assistenza territoriale. "Le Case di Comunità possono trasformarsi nella più grande rete di prossimità d'Europa o nella più grande opera incompiuta del PNRR", ha affermato Magi. "La differenza non la fanno i muri né i medici che ci saranno nel 2036, ma le scelte che faremo nel frattempo sulle risorse per il personale che ora lavora".
La questione riguarda anche la struttura finanziaria della riforma. Il PNRR ha destinato circa due miliardi di euro agli interventi edilizi per le Case della Comunità, mentre le spese per il personale e la gestione ordinaria devono essere sostenute attraverso il finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale. Una distinzione che rende decisiva la capacità delle Regioni di organizzare i servizi e assicurare la presenza continuativa dei professionisti, una volta completate le strutture.
Specialistica territoriale e presa in carico dei pazienti cronici
Secondo il Sumai, il ruolo delle Case della Comunità non può essere ridotto a quello di punti di accesso per prestazioni occasionali. La riforma dovrebbe invece consentire una presa in carico continuativa dei cittadini, in particolare di quelli affetti da patologie croniche. "Una Casa della Comunità non è un semplice sportello dove rinnovare ricette o fare visite rapide", ha sottolineato Magi, richiamando le esigenze assistenziali di oltre 12 milioni di persone con patologie croniche.
In questo modello, la specialistica ambulatoriale assume una funzione centrale: garantire competenze cliniche sul territorio, contribuire alla continuità assistenziale e ridurre il ricorso improprio alle strutture ospedaliere. Il problema, per il sindacato, è dunque assicurare che la nuova rete territoriale disponga di un'organizzazione professionale coerente con gli obiettivi della riforma, evitando che l'apertura delle sedi preceda di molto la piena attivazione dei servizi.
La proposta Sumai: accordo unico e doppio canale
Dal congresso arriva anche una proposta di riorganizzazione del lavoro medico. Il Sumai chiede la creazione di un Accordo collettivo nazionale unico della specialistica convenzionata, articolato in due sezioni, Territorio e Ospedale. A questa soluzione il sindacato affianca l'introduzione del cosiddetto "doppio canale", indicato come uno strumento per rendere più efficiente l'impiego delle professionalità e l'organizzazione dei servizi.
Secondo le stime presentate dal Sumai, il modello potrebbe generare 4,8 miliardi di euro di risparmi nell'arco di dieci anni, risorse che il sindacato propone di reinvestire nel Servizio sanitario nazionale. La cifra rappresenta una valutazione dell'organizzazione sindacale, senza che nel lancio siano specificati i criteri utilizzati per quantificarla. La proposta sposta il confronto dal completamento delle opere alla sostenibilità della loro gestione. Per il Sumai, il successo della riforma territoriale dipenderà dalla possibilità di utilizzare e valorizzare i professionisti già presenti nel sistema, accompagnando l'attivazione delle nuove strutture con regole contrattuali e organizzative adeguate.
È su questo terreno che si giocherà una parte rilevante dell'efficacia degli investimenti del PNRR: non soltanto realizzare le Case della Comunità, ma garantire che al loro interno siano disponibili le competenze e i servizi necessari a rispondere ai bisogni dei cittadini.




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