
Prosegue il confronto sull'emendamento presentato da Forza Italia nell'ambito dell'esame della legge delega di riforma delle professioni sanitarie per superare il vincolo di esclusività dei medici del Servizio sanitario nazionale. Dopo la netta contrarietà espressa da Anaao Assomed, il sindacato dei medici ospedalieri e della dirigenza sanitaria, arriva il sostegno del SUMAI Assoprof (Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell'area sanitaria), che considera la proposta uno strumento per rafforzare l'assistenza territoriale e aumentare l'offerta di prestazioni nel Ssn.
"Serve una riforma che aumenti le prestazioni"
Secondo il segretario generale del SUMAI Assoprof, Antonio Magi, il confronto sul superamento del regime di incompatibilità "non può essere eluso" e deve partire dalla necessità di rendere il Servizio sanitario nazionale più attrattivo e competitivo rispetto al settore privato e agli altri Paesi europei.
"Il nostro sistema pubblico ha bisogno di aumentare rapidamente l'offerta di prestazioni per ridurre le liste d'attesa, rendere operative le Case della Comunità e ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorso ospedalieri", afferma Magi. Per il segretario del SUMAI, il superamento dell'attuale disciplina contribuirebbe anche a rafforzare l'assistenza territoriale e a contenere la spesa sostenuta direttamente dai cittadini per accedere alle cure.
Il sindacato sostiene da tempo il superamento del regime di incompatibilità e propone che l'eventuale riforma consenta ai professionisti, esclusivamente su base volontaria e al di fuori dell'orario istituzionale, di svolgere attività aggiuntive all'interno del Servizio sanitario nazionale, presso strutture pubbliche o private accreditate che operano per conto del Ssn.
Il ruolo della specialistica territoriale
Secondo il SUMAI Assoprof, questa soluzione permetterebbe di incrementare in tempi rapidi l'offerta di visite ed esami specialistici senza attendere il reclutamento di nuovo personale, utilizzando competenze già disponibili e garantendo il rispetto dell'orario di servizio, della sicurezza delle cure e degli obblighi contrattuali.
Magi ricorda inoltre che gli specialisti ambulatoriali convenzionati interni rappresentati dal sindacato sono circa 15 mila e operano quotidianamente sul territorio. Una maggiore integrazione con gli specialisti ospedalieri, sostiene, potrebbe contribuire a rafforzare la medicina territoriale prevista dal DM 77 e a rendere pienamente operative le Case della Comunità.
Il segretario generale del SUMAI Assoprof conclude esprimendo la disponibilità del sindacato a confrontarsi con le istituzioni e con le altre organizzazioni sindacali per definire una riforma condivisa che tuteli i professionisti e favorisca un accesso più rapido alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale.




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