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Ricerca sanitaria, nuovo bando da 129 milioni per il 2027

Il PNRS 2026-2028 prepara la nuova Ricerca finalizzata. Progetti triennali fino a 700 mila euro e maggiore peso all'impatto concreto sul SSN
Istituzioni

Un nuovo bando da 129 milioni di euro per la Ricerca finalizzata, con progetti triennali e una valutazione che attribuisce un peso specifico alla capacità dei risultati di incidere concretamente sul Servizio sanitario nazionale. È quanto emerge dal Programma Nazionale della Ricerca Sanitaria 2026-2028 e dallo schema di bando predisposto dal Ministero della Salute.

La disponibilità finanziaria indicata dal documento è di 43 milioni di euro l'anno per gli esercizi 2027, 2028 e 2029, per un totale di 129 milioni.

Il bando punta a sostenere progetti di ricerca biomedica e sanitaria capaci di produrre conoscenze e innovazioni utili alla prevenzione, alla diagnosi, al trattamento, alla riabilitazione e all'organizzazione dei servizi. Possono presentare le proposte i Destinatari istituzionali dei finanziamenti pubblici per la ricerca sanitaria. Aziende ospedaliere, Asl, aziende ospedaliero-universitarie e gli altri enti pubblici del SSN potranno partecipare attraverso le Regioni di riferimento.

Tre tipologie di progetti

Lo schema individua tre categorie di finanziamento. I progetti ordinari di Ricerca Finalizzata, RF, devono essere caratterizzati da elevata qualità scientifica e da un chiaro potenziale di applicazione nel SSN. Possono coinvolgere più istituzioni e competenze scientifiche complementari, compresi giovani ricercatori e ricercatori italiani stabilmente residenti e attivi all'estero da almeno tre anni.

I progetti Cofinanziati, CO, prevedono invece la partecipazione di un soggetto privato e sono rivolti allo sviluppo di idee, tecnologie o soluzioni innovative potenzialmente applicabili nel Servizio sanitario. Il soggetto privato deve garantire un contributo almeno pari al finanziamento richiesto al Ministero della Salute.

Resta infine una linea riservata ai Giovani Ricercatori, GR, pensata per favorire l'autonomia scientifica e lo sviluppo della carriera nelle fasi iniziali. Il documento definisce giovane ricercatore chi ha meno di 40 anni alla scadenza del bando. Nei progetti GR il requisito anagrafico riguarda l'intero gruppo di ricerca.

Tutti i progetti avranno una durata di 36 mesi. Il finanziamento richiesto potrà andare da un minimo di 150 mila a un massimo di 450 mila euro per i progetti RF e GR. Per i progetti CO il limite massimo sale a 700 mila euro.

L'impatto sul SSN entra nella valutazione

Uno degli aspetti più significativi dello schema riguarda i criteri con cui saranno selezionate le proposte. La qualità scientifica e l'innovatività valgono fino a 30 punti e metodologia e fattibilità fino a 25. Ma altri 20 punti sono attribuiti direttamente all'impatto sul Servizio sanitario nazionale, valutato in termini di applicabilità e rilevanza per la pratica clinica e organizzativa.

Al gruppo di ricerca sono riservati 15 punti e gli ultimi 10 riguardano l'implementazione e la trasferibilità dei risultati. Il punteggio complessivo arriva quindi a 100.

Il peso attribuito alla ricaduta sul sistema sanitario non rimane soltanto formale. Per essere ammesso al finanziamento un progetto dovrà superare la soglia complessiva di 60 punti su 100 e ottenere più di 10 punti sui 20 disponibili per l'impatto sul SSN.

La valutazione sarà affidata ad almeno due revisori indipendenti. La peer review sarà svolta in forma anonimizzata da esperti internazionali selezionati in base all'area scientifica della proposta. In presenza di discrepanze significative potrà intervenire un Panel finale di valutazione.

Ricerca più vicina all'assistenza

L'impostazione del bando riflette quella più generale del PNRS 2026-2028. Il Programma punta infatti a integrare ricerca preclinica e traslazionale, ricerca clinica e percorsi di diagnosi e terapia. Tra le direttrici indicate compaiono anche digitalizzazione dei servizi, interoperabilità dei dati sanitari, intelligenza artificiale, reti di ricerca e assistenza e rafforzamento dei modelli territoriali centrati sulla persona.

Il Ministero indica come elemento centrale la capacità della ricerca sanitaria di non fermarsi alla produzione di conoscenza, ma di generare risultati trasferibili e sostenibili nel SSN, con effetti misurabili sulla prevenzione, sulla diagnosi, sulle cure e sulla riduzione delle disuguaglianze.

Anche la formazione delle graduatorie tiene conto di questa impostazione. Per ciascuna delle tre tipologie, RF, CO e GR, sarà predisposta una graduatoria di merito. Se il complesso dei progetti finanziabili risultasse sbilanciato rispetto agli indirizzi del Programma, il Ministero potrà proporre aggiustamenti motivati dei punteggi entro il 10% di quello attribuito dai revisori, valorizzando in particolare l'allineamento alle priorità strategiche. L'intervento dovrà essere successivamente validato dal panel incaricato del bilanciamento del portafoglio.

Il nuovo bando da 129 milioni traduce così l'impostazione del PNRS in una selezione che mantiene al centro la qualità scientifica, ma chiede ai progetti di dimostrare anche quanto e come i risultati potranno essere utilizzati dal Servizio sanitario nazionale.

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