
La sanità torna al centro del confronto sulla prossima legge di bilancio. Nell’ambito dell’incontro con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro della Salute Orazio Schillaci rilancia la richiesta di un rafforzamento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, con una dote aggiuntiva che, secondo indiscrezioni, potrebbe arrivare fino a 5 miliardi di euro l'anno nel prossimo triennio. L'obiettivo è evitare che il Fondo sanitario nazionale perda peso rispetto al Pil e garantire le risorse necessarie per sostenere il funzionamento delle riforme avviate negli ultimi anni.
Le priorità del Ministero
Il ministro Schillaci ha confermato che il confronto con il MEF è già iniziato e che "le cifre sono in corso di definizione". Tra le priorità indicate figurano il rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza, che il ministro punta a portare oltre il miliardo di euro nel 2027, il nuovo Piano sanitario nazionale, il rafforzamento degli ospedali di terzo livello, nuovi investimenti nella salute mentale e nella prevenzione e ulteriori risorse per migliorare le retribuzioni di medici e infermieri.
L’ostacolo delle risorse
Il confronto con il Ministero dell'Economia ruota soprattutto sulla consistenza delle nuove risorse. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il Ministero della Salute punta a ottenere tra 3 e 4 miliardi aggiuntivi rispetto agli stanziamenti già previsti, arrivando a una disponibilità complessiva di circa 5 miliardi annui per il prossimo triennio. L'obiettivo è mantenere la spesa sanitaria intorno al 6,3-6,4% del Pil e finanziare, tra l'altro, il personale necessario a rendere operative le Case della Comunità e le altre strutture realizzate con il PNRR.
Personale, infermieri e territorio
Tra i capitoli indicati da Schillaci rientrano anche il rafforzamento degli organici e il reclutamento degli infermieri. Nell'intervista il ministro ricorda l'accordo con l'India per facilitare il riconoscimento dei titoli e favorire nuovi ingressi nel Servizio sanitario nazionale. Confermato anche lo sblocco di 235 milioni di euro destinati alla diagnostica, con risorse che saranno indirizzate alle Case della Comunità e agli studi dei medici.




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