
La crescita della spesa destinata al privato accreditato è stata "significativamente inferiore" rispetto all'aumento del finanziamento complessivo del Servizio sanitario nazionale. È la posizione ribadita dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel corso del question time alla Camera, dove ha difeso le scelte del Governo sul finanziamento della sanità pubblica, rivendicando un incremento di circa 14 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale tra il 2023 e il 2026 e annunciando l'imminente ripartizione delle risorse del Piano nazionale per la salute mentale.
Il confronto tra pubblico e privato
Rispondendo alle interrogazioni parlamentari, Schillaci ha respinto l'idea di un progressivo spostamento del sistema sanitario verso il privato accreditato. "La spesa destinata al privato accreditato è cresciuta significativamente meno del finanziamento complessivo del Servizio sanitario nazionale", ha affermato.
Il ministro ha ricordato che gli acquisti di prestazioni specialistiche e ospedaliere dai soggetti privati accreditati sono disciplinati da limiti fissati dalla normativa vigente. Per il 2026 tali limiti sono stati incrementati di circa 370 milioni di euro rispetto all'anno precedente, ma, ha sottolineato, il finanziamento complessivo del Ssn è aumentato in misura ben superiore.
Più risorse per il Servizio sanitario nazionale
Schillaci ha quindi rivendicato l'incremento delle risorse destinate alla sanità pubblica. Tra il 2023 e il 2026 il finanziamento del Servizio sanitario nazionale è aumentato complessivamente di circa 14 miliardi di euro, mentre il finanziamento sanitario corrente previsto per il 2026 registra un incremento del 4,65% a fronte di un'inflazione programmata dell'1,5%.
"Non siamo di fronte a un disimpegno dello Stato, ma a un investimento strutturale", ha dichiarato il ministro, ricordando anche lo stanziamento di 500 milioni di euro destinati alla prevenzione e le ulteriori risorse previste per la salute mentale, le dipendenze e le comunità terapeutiche.
Sul rapporto tra spesa sanitaria e Prodotto interno lordo, Schillaci ha inoltre osservato che questo indicatore, da solo, "non può misurare la qualità e l'universalità di un sistema", sostenendo che nella valutazione debbano essere considerati anche gli esiti di salute, l'accessibilità ai servizi e la capacità di trasformare le risorse disponibili in prestazioni per i cittadini.
Salute mentale, in arrivo il riparto degli 80 milioni
Nel corso del question time il ministro ha affrontato anche il tema della salute mentale, annunciando che è in fase conclusiva l'iter del decreto che ripartirà tra le Regioni gli 80 milioni di euro previsti per il 2026 dal Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030.
Schillaci ha inoltre anticipato l'intenzione del Governo di proporre, con la prossima legge di bilancio, un ulteriore rifinanziamento del Piano. Parallelamente, il Ministero della Salute sta lavorando con l'Inps per semplificare le procedure di accesso al contributo per le sedute di psicoterapia, con l'obiettivo di rafforzare la rete dei servizi territoriali e favorire l'individuazione precoce del disagio psicologico.




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