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Manovra 2026: dal Ministero della Salute soddisfazione per le misure sulla sanità

Ministero della Salute Redazione DottNet | 30/12/2025 15:46

Liste d’attesa, personale, prevenzione e salute mentale al centro della Legge di Bilancio 2026. Dal Ministero della Salute giudizio positivo sulle risorse stanziate e sul rafforzamento del SSN.

All’indomani dell’approvazione della Legge di Bilancio 2026, dal Ministero della Salute emerge una valutazione complessivamente positiva delle misure dedicate alla sanità pubblica, considerate un passo ulteriore verso il rafforzamento strutturale del Servizio sanitario nazionale. Dal rafforzamento del fabbisogno sanitario nazionale alla riduzione delle liste d’attesa, passando per personale, prevenzione e salute mentale, tutte le misure adottate vengono giudicate più che positivamente.

Risorse e diritto alla salute

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Secondo il ministro della Salute Orazio Schillaci, la manovra "conferma l’impegno del governo per la sanità pubblica e rafforza il diritto alla salute", garantendo "un incremento straordinario di risorse destinate alla sanità, per renderla sempre più efficiente, accessibile e universale".

Un giudizio che si inserisce nella linea politica rivendicata dall’esecutivo, che individua nella sanità uno dei pilastri dell’azione di governo per il prossimo triennio.

Liste d’attesa, personale e pronto soccorso

Tra i punti qualificanti della manovra, Schillaci sottolinea la presenza di "risorse importanti da utilizzare per la riduzione delle liste d’attesa", accompagnate da fondi destinati a nuove assunzioni e all’aumento delle indennità di specificità. L’attenzione si concentra anche sul potenziamento delle attività di Pronto soccorso e sul rafforzamento della prevenzione, con un focus sui programmi di diagnosi precoce per patologie oncologiche e malattie rare.

Prevenzione e screening

Sul fronte della prevenzione è il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato a evidenziare come dal 2026 saranno disponibili 238 milioni di euro annui per programmi mirati, tra cui l’estensione degli screening oncologici per mammella e colon-retto e l’introduzione di test di profilazione genomica per la diagnosi di tumori, sordità e malattie rare. Per il solo 2026, queste risorse vengono ulteriormente incrementate di 247 milioni di euro, rafforzando l’impianto preventivo della manovra.

Personale sanitario e attrattività del SSN

Un capitolo centrale riguarda il personale. Gemmato richiama lo stanziamento di 450 milioni di euro annui per l’assunzione di medici e infermieri del SSN, insieme a indennità di specificità sanitaria, medica e infermieristica e a misure di tutela del malato. Tra il 2026 e il 2029, le Regioni potranno inoltre incrementare le risorse destinate al trattamento accessorio del personale dei pronto soccorso, anche in deroga ai limiti di spesa vigenti.

Sempre sul piano fiscale e retributivo, viene ricordata l’estensione dell’Irpef agevolata al 5% sui compensi per lavoro straordinario agli infermieri, includendo anche quelli impiegati nelle strutture private accreditate, nelle RSA e nelle altre strutture residenziali e socio-assistenziali.

Salute mentale e territorio

Nella valutazione del Ministero trova spazio anche la salute mentale. Schillaci parla di un investimento che "riconosce la centralità del benessere psicologico come componente essenziale della salute complessiva delle persone", in linea con l’impostazione più ampia che vede la salute mentale come parte integrante delle politiche sanitarie.

Sul versante dell’assistenza territoriale, Gemmato sottolinea che "dopo 16 anni di sperimentazione la farmacia dei servizi diventa strutturale", integrandosi stabilmente nel SSN come presidio di prossimità.

Spesa sanitaria e governance

Infine, la manovra interviene sulla governance della spesa sanitaria. Dal 2026 vengono ridefiniti i tetti di spesa per farmaci, dispositivi medici e prestazioni erogate da soggetti privati accreditati, con l’obiettivo dichiarato di bilanciare tutela della salute ed efficienza della spesa pubblica. In particolare, il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti aumenta dello 0,30%, mentre quello della farmaceutica convenzionata cresce dello 0,05%.

Una lettura di sistema

Nel complesso, dalle dichiarazioni del ministro e del sottosegretario emerge una lettura unitaria della manovra come strumento di rafforzamento progressivo del Servizio sanitario nazionale, basato su più leve: risorse, personale, prevenzione, territorio e sostenibilità della spesa. Una linea che il Ministero rivendica come coerente con l’obiettivo di garantire i bisogni di salute dei cittadini senza tradire la vocazione universalistica dello stesso SSN.

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