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Obesità, Fiaso: “Prevenzione deve diventare investimento strutturale per il Ssn”

Obesità e sovrappeso coinvolgono quasi 30 milioni di italiani. Fiaso chiede politiche strutturali di prevenzione per tutelare la salute e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Obesità

Obesità e sovrappeso coinvolgono ormai quasi 30 milioni di italiani e rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica per il Paese. Per questo la prevenzione deve diventare un investimento strutturale, capace di incidere tanto sulla salute dei cittadini quanto sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

È questa la sintesi del messaggio lanciato dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) in occasione della Giornata mondiale dell’obesità.

Obesità problema di salute pubblica per milioni di italiani

In Italia l’emergenza peso coinvolge numeri decisamente elevati. Stando ai dati presentati anche da Fiaso quasi 6 milioni di persone sono obese e oltre 23 milioni convivono con una condizione di sovrappeso.

A destare particolare preoccupazione è la crescita del fenomeno tra bambini e adolescenti. Una tendenza che, secondo gli esperti, anticipa l’insorgenza di patologie croniche come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altre condizioni legate al rischio cardiometabolico.

Prevenzione dall’infanzia per evitare la cronicità

"È il momento di trasformare la prevenzione in un investimento strutturale per la salute dei cittadini e la sostenibilità del Ssn", afferma Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso.

Secondo Quintavalle la Giornata mondiale dell’obesità deve rappresentare un’occasione per accelerare le politiche di prevenzione su scala nazionale, rafforzando i programmi di presa in carico di una patologia cronica complessa che, come detto, coinvolge milioni di cittadini.

La prevenzione, sottolinea Fiaso, deve partire fin dall’età pediatrica e coinvolgere scuola, famiglie e comunità locali, con l’obiettivo di evitare che il sovrappeso infantile si trasformi in cronicità nell’età adulta.

In questo quadro un ruolo centrale è attribuito ai Dipartimenti di prevenzione delle Asl.

Screening e percorsi di cura multidisciplinari

Tra le priorità indicate dalla federazione vi sono il rafforzamento di programmi strutturati di screening territoriale per sovrappeso, obesità e rischio cardiometabolico, la promozione dell’educazione alimentare e dell’attività fisica nelle scuole e l’attivazione di percorsi assistenziali differenziati.

Per i casi a maggiore rischio, sottolinea Fiaso, è necessario prevedere una presa in carico multidisciplinare, mentre per la popolazione generale servono interventi educativi mirati sugli stili di vita.

Prevenzione e sostenibilità del Servizio sanitario

Secondo Quintavalle il modello della medicina di iniziativa, già adottato in diverse Regioni, dimostra come una gestione proattiva delle patologie croniche possa migliorare gli esiti clinici e ridurre le complicanze.

"Questo approccio – conclude – consente anche di contenere i ricoveri e i costi assistenziali, permettendo di reinvestire risorse nel Servizio sanitario nazionale".

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