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Ipertensione, soglie sempre più basse: “Così aumentano incertezza e pressione sul sistema”

Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure
Medicina Interna

Negli anni Settanta, per parlare di ipertensione servivano valori superiori a 160/95. Oggi la soglia si è progressivamente abbassata fino a 130/80, con indicazioni ancora più restrittive in alcune raccomandazioni. Una riduzione di circa il 20% che, secondo un’analisi dell’Università di Bologna pubblicata su Medical Sciences, ha prodotto effetti rilevanti non solo sul piano clinico, ma anche su quello organizzativo e percettivo.

"Negli ultimi cinquant’anni è stata una corsa al ribasso", osservano i ricercatori, che hanno analizzato 32 linee guida nazionali e internazionali. Un cambiamento che ha contribuito a ridurre il rischio cardiovascolare nella popolazione, ma che ha anche ampliato in modo significativo il numero di persone classificate come ipertese.

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Più diagnosi, più trattamenti

Il primo effetto è diretto: abbassando le soglie, aumenta il numero di pazienti candidati a terapia. "Spostare i valori verso il basso non determina soltanto il cambio di stato, da sane a malate, di milioni di persone", spiega Lamberto Manzoli, professore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna.

Questo significa anche che molti pazienti già in trattamento si trovano improvvisamente "fuori target": "Tantissimi pazienti non riescono più a raggiungere i nuovi livelli ottimali e hanno quindi necessità di dosi maggiori di farmaci".

Il risultato è un aumento complessivo della gestione clinica, sia in termini di terapie sia di monitoraggio.

Linee guida diverse, scelte più difficili

A complicare il quadro interviene un altro elemento: la disomogeneità delle raccomandazioni. Le diverse linee guida, a livello internazionale, non sempre indicano gli stessi valori soglia.

"Il fatto che diverse linee guida indichino valori differenti provoca incertezza tra i medici nel momento in cui devono decidere se un paziente ha bisogno o meno di avviare un percorso terapeutico", sottolinea Manzoli. Un’incertezza che non resta confinata alla teoria, ma entra nella pratica clinica quotidiana.

Il riflesso sulla relazione medico-paziente

Il cambiamento dei parametri non incide solo sulle decisioni cliniche, ma anche sulla percezione della malattia. Il passaggio da valori considerati "normali" a valori "patologici" può generare nei pazienti una sensazione di peggioramento, anche in assenza di sintomi. "Allo stesso tempo l’incertezza è amplificata tra i pazienti che cercano informazioni online", esponendosi a indicazioni spesso non omogenee.

In questo contesto, il medico si trova a dover gestire non solo la scelta terapeutica, ma anche aspettative, timori e richieste di approfondimento.

Tra medicina difensiva e maggiore ricorso al sistema

È proprio in questo spazio che può inserirsi un effetto meno evidente ma rilevante. Di fronte a parametri più stringenti e a indicazioni non sempre univoche, il rischio è un aumento dell’atteggiamento prudenziale. Il medico, chiamato a decidere in un contesto meno definito, può essere portato a intensificare controlli, esami o invii allo specialista per confermare la valutazione.

Il risultato è un maggiore coinvolgimento del sistema sanitario: più visite, più monitoraggi, più percorsi diagnostici, anche in situazioni borderline. L’abbassamento delle soglie per l’ipertensione rappresenta dunque un esempio di come l’evoluzione delle linee guida, pur fondata su evidenze scientifiche, produca effetti che vanno oltre il piano clinico. Dalla percezione della malattia alla pratica medica, fino all’organizzazione dei servizi, ogni modifica dei parametri si riflette su un sistema che deve adattarsi a nuove definizioni di normalità e rischio.

Medicina Interna
Commenti
SU
Stefania Usala
Così come i valori del colesterolo, i passi da fare al giorno,le tazzine di caffè giornaliere,ecc ecc
Rispondi
04/05/2026 07:40

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