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Salute mentale: via libera al Piano nazionale 2025-2030

Approvato in Conferenza Stato-Regioni il nuovo Piano per la salute mentale. Psicologo di base, servizi territoriali e risorse dedicate al centro dell’intervento.
Sanità pubblica

Approvato in Conferenza Stato-Regioni, il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030. che aggiorna dopo oltre dodici anni il quadro strategico degli interventi in questo ambito, riportando la salute mentale al centro delle politiche sanitarie. Il Piano introduce novità rilevanti per l’organizzazione dei servizi, rafforza l’assistenza territoriale e ha come provvedimento simbolo l’inserimento dello psicologo di base nelle Case della Comunità.

Le finalità del Piano

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Il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 riconosce la salute mentale stessa comeprerogativa del Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo è quello di superare una lunga fase di interventi frammentati e disomogenei, promuovendo in maniera organica politiche di prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico lungo tutto l’arco della vita, dalla fase perinatale fino all’età adulta.

Il documento affida alle Regioni il compito di attuare interventi appropriati ed efficaci, favorendo accessibilità, equità e inclusione, con una particolare attenzione alla lotta allo stigma e all’educazione al benessere psicologico.

Psicologo di base e assistenza territoriale

Uno degli elementi principali è il riconoscimento della Psicologia di Assistenza Primaria come servizio di prossimità. È quindi previsto l’inserimento stabile dello psicologo di base nei Distretti sanitari e nelle Case della Comunità, in coerenza con il rafforzamento dell’assistenza territoriale previsto dalla riorganizzazione del SSN.

Il Piano ridefinisce inoltre il ruolo dello psicologo nei consultori, orientandolo in modo più netto verso l’intervento clinico evitando che le funzioni siano di fatto circoscritte a un ruolo per lo più peritale. L’obiettivo è quello di intercettare e favorire una presa in carico quanto più precoce del disagio psicologico, riducendo così il ricorso improprio ai servizi specialistici e ospedalieri.

Integrazione dei servizi e sicurezza degli operatori

Il Pansm 2025-2030 promuove un maggiore collegamento tra servizi sanitari territoriali, servizi sociali, istituti penitenziari e sistema giudiziario, con l’obiettivo di garantire percorsi diagnostico-terapeutici appropriati e continui. Tra le priorità figurano anche la sicurezza degli operatori, attraverso programmi di formazione specifica, e strategie mirate alla prevenzione degli episodi di aggressività.

Il modello di riferimento è quello del Dipartimento integrato e inclusivo, chiamato a coordinare una rete di servizi più capillare e strutturata rispetto al passato.

Le risorse stanziate e a cosa serviranno

Il Piano è accompagnato da uno stanziamento economico pluriennale. La legge di bilancio 2026 prevede 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028 e 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2029 per l’attuazione delle azioni di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza previste dal Piano.

A queste risorse si aggiungono 30 milioni di euro annui destinati all’assunzione di personale sanitario e sociosanitario, con l’obiettivo di garantire una presenza più capillare sul territorio e sostenere in modo concreto i servizi di salute mentale. I finanziamenti dovranno supportare in particolare l’attuazione della figura dello psicologo di base, il rafforzamento dei servizi territoriali e l’integrazione dei percorsi di presa in carico.

Le posizioni istituzionali

Per il ministro della Salute Orazio Schillaci, l’intesa raggiunta rappresenta "una buona notizia per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale" e segna "un cambio di passo concreto", reso possibile anche dalle risorse stanziate per l’attuazione del Piano.

Soddisfazione è stata espressa anche dal Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi. Secondo la presidente Maria Antonietta Gulino, l’inserimento stabile della psicologia nell’assistenza primaria rappresenta "un passaggio di civiltà", perché avvicina i cittadini ai servizi e rafforza l’integrazione tra i professionisti della salute. Resta tuttavia centrale l’esigenza poter contare sulle risorse annunciate, in modo che il Piano sia sostenuto da risorse adeguate e continuative, indispensabili per garantirne un’attuazione concreta ed omogenea su tutto il territorio nazionale.

Dalla programmazione all’attuazione

Il vero banco di prova del Piano sarà ora la sua attuazione. La sfida, dal punto di vista della politica sanitaria, è trasformare l’accordo istituzionale in servizi effettivamente disponibili, assicurando continuità agli interventi e riducendo le disuguaglianze territoriali nell’accesso alla salute mentale.

Sanità pubblica
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