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Sanità, interrogazione sugli organismi tecnico-scientifici del Ministero

Ministero della Salute Redazione DottNet | 05/01/2026 09:48

Beatrice Lorenzin (Pd) annuncia un’interrogazione sul funzionamento degli organi di supporto al Ministero della Salute. Al centro, ritardi e mancate ricostituzioni.

Il funzionamento degli organismi tecnico-scientifici che affiancano il Ministero della Salute torna al centro del dibattito politico. A sollevare la questione è Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori del Partito democratico, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare mirata a fare chiarezza sull’effettivo stato di operatività di alcuni organismi - ritenuti essenziali per le politiche sanitarie.

Gli organismi sotto osservazione

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L’iniziativa parlamentare mira, più nello specifico a chiarire la situazione per quanto riguarda la Sezione per la vigilanza sul doping, la mancata piena ricostituzione del Nitag (National Immunization Technical Advisory Group) e i ritardi nell’approvazione del Piano pandemico nazionale. Secondo Lorenzin, queste sono strutture fondamentali per garantire decisioni basate su evidenze scientifiche. E per assicurare continuità alle politiche di prevenzione.

Un tema di governance sanitaria

La questione sollevata non riguarda singole scelte di merito, ma il funzionamento dell’infrastruttura tecnico-scientifica che supporta l’azione del Ministero. In assenza di organismi pienamente operativi, il rischio paventato è quello di un indebolimento dei processi decisionali e della credibilità istituzionale del Servizio sanitario nazionale. Una ulteriore difficoltà di governance, in definitiva, a carico di un ministero che già accusa un depauperamento di competenze.

Lorenzin richiama quindi la necessità di tempi certi, trasparenza nelle nomine e piena funzionalità degli organi di supporto, sottolineando come la salute pubblica non possa dipendere da ritardi amministrativi o criticità procedurali.

Il passaggio parlamentare

L’interrogazione annunciata mira ora a chiarire lo stato di attuazione delle strutture tecniche e le eventuali responsabilità dei ritardi segnalati. Un passaggio che tende a riportare al centro il tema, spesso poco visibile, della governance scientifica della sanità, soprattutto in una fase in cui prevenzione, capacità di risposta e programmazione restano elementi chiave delle politiche pubbliche.

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