
La ricerca sanitaria non dovrà occuparsi soltanto di nuovi farmaci, terapie o tecnologie. Liste d'attesa, sprechi, duplicazioni degli esami e disuguaglianze territoriali entrano esplicitamente tra gli ambiti sui quali il Ministero della Salute intende orientare la ricerca dei prossimi anni. È una delle indicazioni contenute nel Programma Nazionale della Ricerca Sanitaria 2026-2028 e nello schema del nuovo bando di Ricerca finalizzata.
Tra le priorità strategiche individuate dal Ministero compaiono infatti gli studi gestionali e organizzativi finalizzati al miglioramento dell'efficienza dei processi sanitari, comprendendo espressamente la riduzione degli sprechi, delle duplicazioni di esami, delle liste d'attesa e delle disuguaglianze territoriali.
Il Programma allarga così il campo della ricerca finanziata dal SSN. Accanto alla ricerca preclinica, traslazionale e clinica viene riconosciuto uno spazio specifico alla ricerca sugli aspetti organizzativi, gestionali e di prevenzione, con l'intento di individuare soluzioni capaci di migliorare esiti clinici, sicurezza, appropriatezza, efficienza ed equità.
L'organizzazione dei servizi diventa materia di ricerca
L'impostazione trova una traduzione concreta nello schema del bando di Ricerca finalizzata. Tra le finalità dei progetti compare la valutazione dei fattori professionali, organizzativi e di sistema che condizionano l'efficacia e l'efficienza dei servizi sanitari e l'impatto delle innovazioni cliniche, organizzative e gestionali.
La ricerca può quindi riguardare non soltanto l'efficacia di un trattamento, ma anche il modo in cui il Servizio sanitario utilizza personale, tecnologie, prestazioni e modelli assistenziali. Il bando include inoltre la valutazione del rapporto tra costi e benefici di trattamenti, tecnologie e interventi sanitari per i quali rimangano significativi margini di incertezza.
È un'impostazione che il PNRS collega direttamente alla sostenibilità del sistema. L'innovazione scientifica e tecnologica offre possibilità di cura sempre più personalizzate, ma produce contemporaneamente nuove esigenze gestionali. Per questo il Programma chiede che i risultati della ricerca siano trasferibili e sostenibili nel SSN e abbiano un impatto misurabile sulla prevenzione, sulla diagnosi, sulle cure e sulla riduzione delle disuguaglianze.
Appropriatezza per ridurre prestazioni inutili e duplicazioni
Un altro elemento ricorrente nel documento è l'appropriatezza. Ministero e Regioni sono chiamati a favorire il miglioramento dell'appropriatezza delle attività sanitarie, con particolare riferimento a quella diagnostica, prescrittiva e clinica. Il PNRS collega questo indirizzo anche alla programmazione delle Reti degli IRCCS e alla medicina di precisione.
La riduzione delle duplicazioni degli esami prevista tra le priorità del bando si colloca in questo quadro. L'indicazione è quella di utilizzare la ricerca per valutare non soltanto se una prestazione sia efficace, ma anche quando sia appropriata, come venga inserita nei percorsi assistenziali e quali modelli organizzativi permettano di utilizzare meglio le risorse disponibili.
La stessa logica riguarda la prevenzione. Per quella secondaria il PNRS indica il miglioramento dell'appropriatezza, dell'adesione e dell'equità dei programmi di diagnosi precoce e screening, anche attraverso modelli organizzativi e soluzioni digitali integrate. Per la gestione della cronicità chiede invece di sviluppare e valutare modelli assistenziali capaci di ridurre recidive e complicanze e rafforzare la continuità delle cure.
Liste d'attesa e differenze territoriali tra le priorità
Il riferimento alle liste d'attesa assume particolare rilievo perché le colloca tra i problemi sui quali la ricerca organizzativa può produrre e verificare soluzioni, insieme all'efficienza dei processi e alla distribuzione delle risorse.
Il Programma lega inoltre la valutazione della ricerca alla riduzione delle differenze territoriali. Tra i criteri generali per orientare le risorse figurano la sostenibilità economica e la riduzione delle disuguaglianze, insieme alla trasferibilità dei risultati nella pratica clinica e nell'organizzazione del SSN.
Ministero e Regioni sono chiamati anche a promuovere la condivisione delle infrastrutture tra IRCCS e altre istituzioni, favorendo modelli collaborativi capaci di produrre efficienza ed economie. Il PNRS chiede inoltre di diffondere nel Servizio sanitario modelli e pratiche scientificamente validati e replicabili su scala sovraregionale. Una particolare attenzione viene riservata alle strutture che presentano maggiori criticità, anche con l'intento di contenere la mobilità sanitaria passiva e tutelare l'equità territoriale.
La ricerca organizzativa assume così nel PNRS una funzione direttamente legata al funzionamento quotidiano del Servizio sanitario. Non soltanto produrre nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche, ma verificare come erogare meglio le prestazioni, ridurre quelle inappropriate o duplicate e utilizzare in maniera più efficiente le risorse disponibili.




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