
L'intelligenza artificiale entra tra le priorità strategiche della ricerca sanitaria italiana per il triennio 2026-2028, ma con una condizione precisa: l'automazione può affiancare ricercatori e professionisti sanitari, non sostituirne il giudizio. È l'impostazione scelta dal Ministero della Salute nel nuovo Programma Nazionale della Ricerca Sanitaria e tradotta anche nello schema del prossimo bando di Ricerca finalizzata.
Tra le cinque priorità strategiche individuate dal bando compare infatti lo sviluppo e l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale in ambito sanitario, con particolare riferimento a tre elementi: sicurezza, validazione e "doppio controllo umano". Le priorità non costituiscono un vincolo per la presentazione dei progetti, ma possono essere valorizzate nella formazione del portafoglio delle ricerche finanziate.
La scelta si inserisce in una visione più ampia dell'innovazione tecnologica. Il PNRS considera l'intelligenza artificiale una delle trasformazioni più rilevanti per la ricerca e per il Servizio sanitario nazionale, ma riconosce anche la difficoltà di prevederne gli sviluppi nel medio periodo. Per questo propone un approccio "dinamico e adattivo", destinato a seguire l'evoluzione della tecnologia e della regolazione europea e nazionale.
Dall'AI Act alla responsabilità del professionista
Il principale riferimento normativo indicato dal Programma è il Regolamento europeo 2024/1689, l'AI Act, che adotta una disciplina basata sul livello di rischio. Il PNRS ricorda che gran parte dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati in sanità rientra tra quelli ad alto rischio, con conseguenti requisiti sulla gestione dei rischi, sulla qualità dei dati, sulla trasparenza, sulla tracciabilità e sulla supervisione umana.
L'adozione dell'IA nel SSN non viene quindi trattata come una questione esclusivamente tecnologica. Il Programma chiede modelli organizzativi e di governance, formazione continua degli operatori, tracciabilità degli utilizzi e monitoraggio nel tempo delle prestazioni dei sistemi e dei loro effetti clinici.
Sicurezza, proporzionalità, non discriminazione e affidabilità devono accompagnarsi alla responsabilità professionale. Il documento stabilisce in particolare che il professionista sanitario deve mantenere un ruolo centrale nei processi decisionali clinici.
A queste garanzie si aggiungono quelle relative ai dati. Il PNRS richiama il GDPR per la tutela rafforzata delle informazioni sanitarie e per le decisioni automatizzate, oltre alla legge italiana 132 del 23 settembre 2025 sull'intelligenza artificiale, richiamata dal Programma per i principi di tutela della persona, non discriminazione e trasparenza.
L'algoritmo può assistere, ma non decidere
Il limite posto all'automazione diventa ancora più esplicito quando il Programma affronta l'utilizzo dell'IA nella ricerca sanitaria. Le tecnologie possono essere impiegate nell'analisi di dataset complessi, nella modellizzazione predittiva, nella gestione documentale e nei processi valutativi, purché siano garantiti robustezza tecnica, qualità dei dati, proporzionalità e responsabilità.
Il giudizio umano, però, non può essere sostituito. Il PNRS prevede una supervisione qualificata accompagnata da sistemi indipendenti di verifica e controllo, in modo da garantire tracciabilità e attribuzione delle responsabilità. Gli strumenti automatizzati possono quindi assistere le attività istruttorie e le analisi tecniche, ma non possono assumere autonomamente decisioni definitive.
La stessa regola viene applicata dal Ministero alla selezione dei progetti di Ricerca finalizzata. Lo schema di bando consente di utilizzare, con l'autorizzazione del Principal Investigator, strumenti di analisi e supporto basati sull'intelligenza artificiale durante il processo di valutazione. In nessuna fase, tuttavia, questi strumenti potranno sostituire la valutazione umana.
Una governance comune per evitare utilizzi frammentati
Il PNRS propone infine una governance centrale e coordinata dell'intelligenza artificiale nella ricerca sanitaria, proprio per evitare che l'introduzione dei nuovi strumenti avvenga attraverso applicazioni isolate e prive di controlli omogenei.
L'indicazione è quella di costruire criteri comuni di sicurezza, interoperabilità e audit, mantenendo la possibilità di adattarli all'evoluzione tecnologica e normativa. La diffusione dell'IA viene quindi accompagnata dalla richiesta di proteggere i dati, rendere verificabili gli utilizzi e preservare la fiducia dei cittadini.
Il principio viene ripreso anche nella parte del Programma dedicata all'etica della ricerca. L'impiego di tecnologie digitali e sistemi di intelligenza artificiale deve essere sottoposto a valutazioni etiche, giuridiche e organizzative, garantendo sicurezza, proporzionalità e tutela dei diritti fondamentali.
Il PNRS sceglie così di accompagnare l'ingresso dell'intelligenza artificiale nella ricerca e nel SSN senza attribuirle autonomia decisionale. L'algoritmo può analizzare, prevedere e supportare. La responsabilità della decisione resta umana.




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