
Rafforzare le reti degli IRCCS, superare la frammentazione tra istituti e utilizzare la collaborazione scientifica anche per ridurre le differenze territoriali. Il Programma Nazionale della Ricerca Sanitaria 2026-2028 assegna alle reti degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico un ruolo più strutturato nell'organizzazione della ricerca e introduce nel nuovo bando un'indicazione specifica per il Mezzogiorno.
Tra le priorità strategiche della Ricerca finalizzata compaiono infatti i progetti collaborativi tra IRCCS che coinvolgano almeno un partner localizzato nelle regioni meridionali. Il documento indica espressamente Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L'indicazione si inserisce in una strategia che considera le reti non soltanto come strumenti di collaborazione scientifica, ma come un'infrastruttura nazionale capace di mettere in comune competenze, pazienti, dati e tecnologie.
Le reti come infrastruttura nazionale della ricerca
Il PNRS attribuisce alle Reti degli IRCCS la responsabilità di trasferire e diffondere le evidenze prodotte dalla ricerca clinica e traslazionale, collegando competenze scientifiche, casistiche cliniche, dati, piattaforme tecnologiche e biobanche distribuite sul territorio.
L'intento è superare la frammentazione istituzionale e geografica attraverso programmi multicentrici e infrastrutture condivise. La collaborazione dovrebbe accelerare il trasferimento delle conoscenze nella pratica clinica e favorire un accesso più equo ai programmi diagnostici e terapeutici di terzo livello.
Le reti sono chiamate anche a sviluppare piattaforme comuni e progetti congiunti con Università, enti di ricerca e partner industriali. Il loro ruolo viene esteso al coordinamento di progetti finanziati con risorse pubbliche e private e alla realizzazione di modelli clinico-organizzativi e programmi assistenziali su scala regionale e sovraregionale.
Il Programma lega questa impostazione anche alla possibilità per le Reti degli IRCCS, dotate di personalità giuridica, di partecipare direttamente ai bandi nazionali e internazionali per la ricerca sanitaria e biomedica e accedere ai relativi finanziamenti.
Il riequilibrio territoriale passa anche dalla ricerca
La richiesta di coinvolgere almeno un partner del Mezzogiorno nei progetti collaborativi si colloca in un percorso già avviato con gli investimenti del PNRR. Il PNRS ricorda che la Missione 6 ha destinato oltre 524 milioni di euro alla ricerca biomedica del SSN, finanziando 557 progetti e coinvolgendo 1.870 unità operative sul territorio nazionale.
Il 40% delle risorse è stato destinato alle regioni del Mezzogiorno, con l'intento di rafforzarne la capacità scientifica e contribuire alla riduzione dei divari territoriali.
Nel nuovo Programma questa impostazione viene collegata anche alla collaborazione tra Ministero, Regioni e strutture di ricerca. Il PNRS prevede la condivisione e la valorizzazione delle infrastrutture tra IRCCS e altre istituzioni, insieme alla diffusione nel SSN di modelli e innovazioni scientificamente validati e replicabili su scala sovraregionale.
Particolare attenzione viene riservata alle strutture che presentano maggiori criticità rispetto agli standard, attraverso interventi condivisi di programmazione e affiancamento orientati all'equità territoriale e al contenimento della mobilità sanitaria passiva.
Biobanche, dati e medicina di precisione
La costruzione delle reti è strettamente legata anche alla disponibilità di infrastrutture comuni. Il PNRS indica la valorizzazione delle biobanche certificate, dei registri di patologia e delle piattaforme digitali, comprese quelle che consentono l'analisi di dati clinici e biologici attraverso applicazioni di intelligenza artificiale.
Il rafforzamento della rete degli IRCCS viene indicato come modello di integrazione tra ricerca preclinica, clinica e implementativa. A questa struttura il Programma collega anche lo sviluppo della medicina personalizzata e di precisione, che richiede coordinamento nazionale, interoperabilità dei sistemi e capacità di integrare dati biologici, clinici, ambientali e digitali.
Il risultato della ricerca dovrà però essere valutato anche per ciò che riesce a modificare nell'assistenza. Il PNRS chiede agli IRCCS di rendere misurabile la trasferibilità clinica delle evidenze prodotte, affiancando agli indicatori scientifici tradizionali criteri capaci di valutare la rilevanza clinica, l'impatto sui percorsi assistenziali e il contributo alle politiche sanitarie.
La direzione indicata dal Programma è quindi quella di una ricerca meno concentrata sui singoli istituti e maggiormente organizzata attraverso reti nazionali. Condividere dati, casistiche e infrastrutture diventa parte del modello di ricerca, mentre la collaborazione con le strutture del Mezzogiorno entra direttamente tra le priorità del prossimo ciclo di finanziamenti.




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