Canali Minisiti ECM

Incubi continui e terribili spia del rischio di suicidio

Psichiatria Redazione DottNet | 17/06/2009 16:35

Notti popolate di incubi sono un segnale da non sottovalutare. Nei pazienti che chiedono aiuto psichiatrico, infatti, continui sogni terrorizzanti possono essere spia di pensieri di morte e del rischio di suicidio. E questo indipendentemente dalla presenza contemporanea di depressione e insonnia. E' quanto emerge da uno studio presentato oggi a Sleep 2009,il 23esimo Meeting annuale dell'Associated Professional Sleep Societies di Seattle.
 

Nel lavoro, condotto da Rebecca Bernert della Florida State University (Usa), sono stati monitorati 82 uomini e donne tra i 18 e i66 anni, ricoverati in un ospedale psichiatrico dopo aver contattato un servizio di emergenza per la salute mentale. I ricercatori hanno
sottoposto il campione a una serie di questionari per rilevare la frequenza di incubi notturni, depressione, insonnia e tendenza al suicidio. Ebbene, secondo la Bernert, "i disturbi del sonno, e soprattutto gli incubi, risultano essere un importante segnale di
allarme e un fattore di rischio per il suicidio".

pubblicità

Dunque la ricercatrice è convinta che il sonno di questi pazienti debba essere monitorato in modo ancor più attento, e offra interessanti opportunità di intervento. "Dal momento che un sonno disturbato è trattabile - spiega - e costituisce anche un problema meno stigmatizzato rispetto a depressione e suicidio, i nostri dati potrebbero avere ripercussioni proprio sulla prevenzione del rischio
di suicidio".

Commenti

I Correlati

Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"

Medici e infermieri, su tutti, presentano un allarmante tasso di suicidio che corrisponde a 21 ogni 100mila abitanti, rispetto alla popolazione “normale”

"I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza e l'altro indiretto, perché l'interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale"

Rigon, "serve un tavolo nazionale per interventi di prevenzione"

Ti potrebbero interessare

Lo yoga accelera il recupero dall’astinenza da oppioidi e migliora dolore, sonno, ansia e variabilità della frequenza cardiaca.

Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.

Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"

Un innovativo farmaco oppioide, il DFNZ, si rivela efficace nel trattamento del dolore senza causare dipendenza, secondo uno studio pubblicato su Nature.

Ultime News

Più letti