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Vietare lampade solari agli under 18 italiani

Dermatologia

La proposta arriva da Cesare Bartoli, oncologo dell'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, intervenuto nel capoluogo lombardo a un incontro promosso dalla Sezione provinciale milanese della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) per fare il punto sulle iniziative locali della campagna 'Prevenzione, il protagonista sei tu', organizzata dalla Lilt per la Settimana nazionale per la prevenzione oncologica (21-30 marzo). "Le lampade abbronzanti - avverte l'esperto - emettono una quantità di radiazioni ultraviolette 5 volte superiori a quelle del sole di mezzogiorno". I fattori di rischio del melanoma e dei principali carcinomi cutanei sono due, spiega lo specialista. "Innanzitutto il tipo di pelle. Basti pensare che l'incidenza del melanoma a Trieste è pari a 11 casi ogni 100 mila abitanti l'anno, contro i 5 casi ogni 100 mila abitanti l'anno di Ragusa", dove il fototipo più vulnerabile è meno diffuso.

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"La seconda insidia è rappresentata dal sole", conferma Bartoli, consigliando un'esposizione particolarmente attenta alle persone con carnagione chiara, occhi azzurri e capelli biondi: "Quelle che fanno estrema fatica ad abbronzarsi, ma si scottano molto facilmente", precisa. In generale, "i bagni di sole eccessivi vanno evitati. L'abbronzatura è effimera e dopo due mesi passa sporcando pure le camicie", mentre il rischio di tumore si accumula. Soprattutto in chi si è scottato spesso da bambino o adolescente. "Troppi ragazzi fanno ancora oggi un uso esagerato della lampada che andrebbe perciò vietata agli under 18", dice.
Dermatologia
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