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Allarmismo su infezioni da lifting

Dermatologia

Il principale sospettato è stato fino a oggi lo Stafilococco aureo resistente alla meticillina (Mrsa), che uno studio ora conferma essere il responsabile delle malattie. Gli studiosi hanno identificato, fra i 780 pazienti che tra il 2001 e il 2007 si sono sottoposti a lifting facciale, uno 0,6% di infezioni in corrispondenza del sito di incisione, pari a cinque casi, quattro dei quali provocati effettivamente dal Mrsa e tutti verificatisi nel 2006.
Ma il chirurgo plastico di Bologna Alessandro Gennai, componente della European Academy of Facial Plastic Surgery, commenta “Come spesso accade quando si parla di chirurgia estetica - si crea inutile allarmismo su notizie prive di un reale interesse. Lo Stafilococco Aureo è un batterio ubiquitario che si trova comunemente sulla cute, nella bocca e nella gola. In campo ospedaliero questi batteri (come molti altri) instaurano resistenze agli antibiotici e quindi infezioni da questi ceppi possono essere pericolose, in quanto difficilmente debellabili con i classici antibiotici.

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L'infezione da Stafilococco Aureo è sempre stata presente in campo ospedaliero e le normali procedure di pulizia e disinfezione nelle sale operatorie sono mirate a evitare proprio questo tipo di infezione". Che non è limitata ai soli interventi di lifting: "le norme che devono seguire i chirurghi plastici - assicura Gennai – sono le stesse che ogni chirurgo deve seguire nell'esecuzione di un intervento e possono essere riassunte in quattro punti: primo, controllare stato di salute del paziente e raccogliere una accurata storia personale; secondo, operare in ambiente chirurgico sterile, batteriologicamente controllato; terzo, eseguire un'accurata disinfezione della cute prima e dopo l'intervento; quarto, instaurare un'adeguata profilassi antibiotica peri e intrachirurgica.”
 

Dermatologia
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