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Medici italiani e social network, un amore che richiede nuovi approcci.

Aziende

Lo dice una ricerca di Medimix, secondo la quale il 42% dei professionisti della sanità del nostro Paese usa Facebook, più dei medici USA (40%), una volta e mezza in più della media dei paesi sviluppati (30%). “Come molte aziende farmaceutiche – spiegano alla Medimix -, i medici non hanno ancora esplorato completamente le immense potenzialità dei social network tra coetanei e contano ancora sui siti web 1.0 per avere le informazioni mediche”. “Ma comunque la ricerca indica che i medici sono interessati a scambiare con i loro colleghi informazioni e che l’attuale panorama delle informazioni mediche sta cambiamo in modo drammaticamente veloce a seguito dell’esplosione della tecnologia web 2.0”, fanno notare i vertici della società di ricerca.

Con Web 2.0 in senso lato e social network si intende l’evoluzione delle applicazioni online con una forte interazione tra gli utenti o addirittura costruita con i contenuti degli utenti (UGC), con piattaforma basate su nuovi paradigmi di comunicazione che si contrappongono ai siti statici, vetrina o di contenuti di prima generazione (Web 1.0).

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I medici italiani, dunque, risultano davvero molto recettivi ed innovativi, non solo rispetto alla media dei paesi sviluppati, ma rispetto agli altri paesi europei, come la Germania dove solo il 12% dei professionisti è su Facebook. Secondo una ricerca Merqurio, su Facebook esistono ormai oltre 200 gruppi – seri, semiseri e stravaganti - di medici o farmacisti, pronti tuttavia a scambiarsi opinioni, esperienze e commenti.
Generalizzando, il dato dell’andamento della penetrazione dei siti di Member Community della popolazione italiana è comunque sopra la media e sviluppa una crescita impressionante.
Secondo un sondaggio di Nielsen-online, nei paesi industrializzati, nel 2008 un minuto ogni 15 era dedicato alle Member Community; oggi si è passati a uno ogni 11, ed in Italia se un anno fa un minuto su 14 era speso su social network, ora il dato è addirittura raddoppiato toccando un minuto su 7.
In pratica su ogni ora di navigazione in Italia, circa 10 minuti sono dedicati a Facebook e blog, con un aumento dal dicembre scorso del 113%.

Questa crescita appare dovuta, sempre secondo la recente ricerca Nielsen-online, non ai fruitori più giovani, quanto ai navigatori della fascia di età tra 35 e 49 anni ed alle fasce di età ancora maggiore.
Su Facebook, ad esempio, il maggiore incremento proviene dalla fascia di età 35-49 anni (+12%), e con una vistosa crescita anche per la categoria che va dai 50 ai 64 anni (+7%). In tal modo le Member Community hanno raggiunto gli utenti più maturi con un incremento generalizzato delle fasce di età in cui spicca quella degli over 65 (+7%), mentre scendono i teen-ager (-9%).

Insomma quello che è iniziato come un fenomeno di nicchia per studenti universitari e giovanissimi, ora ha un terzo dei visitatori tra i 35 e 49 anni ed un quarto oltre 50.
Il profilo degli utenti dei social network escluso Facebook è addirittura orientato ad un pubblico ancora più maturo e professionale.

In questo i medici, come fruitori e generatori di contenuti dei social network sono fortemente coinvolti ed in Italia, a dispetto delle attese, lo sono anche più rispetto agli altri paesi europei ed in taluni casi anche rispetto agli Usa.

Ciò non deve stupire quanto piuttosto far riflettere gli operatori e gli uomini di marketing poiché il coinvolgimento di ampie fasce di professionisti sui social network è tale da poter cambiare il modo in cui ci si rivolge a questi non solo sui mezzi digitali ed on-line, ma anche per ciò che concerne i metodi tradizioni di comunicazione e di advertising.

Va trovata ora una formula magica in grado di abbinare o coniugare l’uso del potentissimo coinvolgimento su web 2.0 dei medici con la comunicazione o informazione scientifica tradizionale e consolidata.

Possono essere i cosiddetti business network, i social network dedicati alle professioni o ai professionisti?


Salvatore Ruggiero
 

Aziende
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