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Social e adolescenti, negli Usa arrivano limiti e blocchi: IEuD: «Le tutele introdotte siano adottate anche in Europa»

L’accordo raggiunto da Meta negli Stati Uniti introduce restrizioni all’utilizzo di Facebook e Instagram da parte degli under 18. L’Istituto europeo delle dipendenze chiede tutele altrettanto concrete per i giovani europei
Prevenzione
Sanità Digitale

Due ore al giorno sui social, stop ad alcune funzioni durante la notte, notifiche silenziate a scuola e richiami dopo un utilizzo prolungato. Sono alcune delle misure previste negli Stati Uniti per proteggere gli adolescenti su Facebook e Instagram. Una domanda, però, resta aperta: se Meta può applicare queste regole ai ragazzi americani, perché non dovrebbe farlo anche in Europa? Il tema, sollevato dall’Istituto europeo delle dipendenze (IEuD), richiama l’attenzione sulla distanza tra i principi generali stabiliti dall’Unione europea e le limitazioni molto più visibili e immediate introdotte oltreoceano. 

L’accordo da quasi 18 miliardi di dollari

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Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, ha raggiunto una transazione con quasi tutti gli Stati americani per chiudere un vasto contenzioso sulla sicurezza dei minori online e sulla presunta progettazione delle piattaforme in modo da favorirne un utilizzo compulsivo. L’intesa prevede pagamenti fino a circa 18 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni. La transazione non contiene, tuttavia, una decisione definitiva sulla responsabilità della società, che ha negato le contestazioni avanzate nei suoi confronti. A interessare direttamente ragazzi e famiglie sono soprattutto le nuove protezioni previste per gli utenti con meno di 18 anni.

Due ore al giorno e autorizzazione dei genitori

Per gli adolescenti verrà impostato un limite predefinito di due ore complessive al giorno tra Facebook e Instagram. Il minore non potrà disattivarlo autonomamente: per eliminarlo sarà necessaria l’autorizzazione di un genitore. Tra mezzanotte e le sei del mattino entrerà inoltre in funzione una modalità notturna, con il blocco di funzioni come Feed, Stories, Explore e Reels. Durante l’orario scolastico, dalle 8 alle 15, le notifiche saranno silenziate per impostazione predefinita, fatta eccezione per alcune comunicazioni dirette o legate alla sicurezza dell’account. Sono previsti anche richiami dopo 15 minuti consecutivi trascorsi sulla piattaforma e ulteriori avvisi al raggiungimento dei 60 e dei 90 minuti di utilizzo giornaliero.

Meno pressioni estetiche e maggiore controllo sui contenuti

Le misure comprendono anche la rimozione della visualizzazione pubblica del numero di like e reazioni per gli under 18, il divieto dei filtri legati alla chirurgia estetica e sistemi più incisivi per individuare l’età degli utenti. I minorenni potranno inoltre scegliere un feed non personalizzato, riducendo almeno in parte l’influenza degli algoritmi che selezionano i contenuti anche in base alla capacità di trattenere più a lungo le persone sulla piattaforma. Le nuove protezioni dimostrano quindi che intervenire sulla progettazione dei social è tecnicamente possibile.

In Europa il DSA indica la strada

L’Unione europea non è priva di strumenti normativi. Il Digital Services Act, infatti, impone alle piattaforme accessibili ai minori di adottare misure appropriate e proporzionate per garantire un livello elevato di privacy, sicurezza e protezione. Nel luglio 2025 la Commissione europea ha pubblicato specifiche linee guida che affrontano rischi come contenuti dannosi, cyberbullismo e comportamenti problematici o che possono creare dipendenza. Tra le raccomandazioni figurano account privati per impostazione predefinita, maggiore controllo dei ragazzi sui sistemi di raccomandazione e disattivazione delle funzioni che possono favorire un uso eccessivo, come autoplay, notifiche push, conferme di lettura e altri meccanismi di design progettati soprattutto per aumentare il coinvolgimento. La differenza è nella concretezza: mentre il quadro europeo definisce principi e misure di riferimento, l’accordo americano introduce limiti orari e blocchi immediatamente riconoscibili dagli adolescenti e dalle loro famiglie.

«La prevenzione non può dipendere solo dalle famiglie»

A chiedere che il confronto con gli Stati Uniti apra una riflessione anche in Europa è Federico Seghi Recli, fondatore di IEuD Milano, centro specializzato nel trattamento delle dipendenze patologiche e impegnato nella formazione di psicologi, psicoterapeuti e altri professionisti. «Se Meta è tecnicamente in grado di introdurre strumenti concreti per ridurre il rischio di un uso compulsivo dei social tra gli adolescenti americani, è ragionevole chiedersi perché le stesse tutele non possano essere adottate anche in Europa – osserva Seghi Recli – Quando parliamo di adolescenti, la prevenzione non può essere affidata soltanto alle famiglie o alla capacità del singolo ragazzo di autoregolarsi. Anche il modo in cui le piattaforme sono progettate può contribuire a ridurre i comportamenti problematici e il rischio di dipendenza». 

La stessa piattaforma, protezioni differenti

Il sistema americano e quello europeo seguono percorsi diversi. Negli Stati Uniti le misure nascono da un contenzioso giudiziario mentre nell’Unione europea il DSA costruisce una cornice normativa più ampia e preventiva. Il caso americano, però, traduce la tutela dei minori in regole facilmente verificabili: un tetto giornaliero, una pausa notturna, meno notifiche durante le lezioni e avvisi contro l’uso prolungato. Non si tratta di replicare un modello. Per le famiglie resta difficile comprendere perché la stessa piattaforma debba offrire automaticamente determinate protezioni a un quindicenne statunitense e non necessariamente a un coetaneo europeo. La questione, dunque, non è più soltanto tecnologica: riguarda la rapidità con cui i principi di sicurezza digitale diventeranno strumenti concreti nella vita quotidiana dei ragazzi.

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