
E' questa la sfida che attende il settore della ricerca farmaceutica: senza innovazione e nuovi farmaci, la spesa per la salute sarà infatti più che triplicata al 2023. Lo scenario è stato illustrato dal presidente e Ceo del colosso farmaceutico Novartis, Daniel Vasella, in apertura del Biocamp 2009 che, fino al 26 agosto, ha visto riuniti a Basilea 45 studenti selezionati in tutta Europa per fare il punto sulle biotecnologie farmaceutiche. I numeri, ha affermato Vasella, sono chiari così come le proiezioni da qui ai prossimi 15 anni: ''La spesa per il settore farmaceutico rispetto ai costi totali legati al settore salute - ha detto - è limitata, e negli Usa è ad esempio pari al 13%. Ma ciò che va considerato è che l'investimento sui farmaci innovativi e' 'ripagato' dall'effetto di riduzione della spesa sanitaria complessiva''. Infatti, ha sottolineato Vasella, ''i farmaci innovativi possono ridurre il costo complessivo per i trattamenti sanitari: così, si stima che investendo 1,80 dollari in Ricerca farmaceutica, si totalizza un risparmio finale di 11,10 dollari''. E c'è di più: ''Dai 60 anni in su - ha rilevato il presidente Novartis - i costi per la salute aumentano di oltre il 50% ogni 10 anni; dunque, senza ricerca e nuovi farmaci, i costi per la salute registreranno un'esplosione e da qui al 2023 saranno più che triplicati per le patologie più diffuse come cancro, diabete e Alzheimer''. I nuovi farmaci, dunque, giocheranno un ruolo chiave anche per contenere i costi sui sistemi sanitari. Ma c'è anche un'altra frontiera promettente, quella legata ai vaccini: ''Un nuovo approccio - ha spiegato il responsabile della Corporate Research Novartis Paul Herrling - è quello della 'reverse vaccinology', che utilizza proteine pure del virus per la messa a punto dei vaccini anzichè lo stesso virus inattivato.




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