
Un occhio alla casella di posta elettronica, l'altro puntato sul telefono mentre, magari, si chatta in contemporanea con più persone, il tutto mentre si lavora: è il 'multitasking', ovvero la capacità del cervello di svolgere più attività allo stesso tempo. Una 'multidisciplinarità' che dipende da centri nervosi ad hoc, il cui livello di attività neurale predice il successo del multitasking stesso. I centri nervosi del multitasking sono i gangli basali, la corteccia anteriore cingolata, la corteccia prefrontale e quella parietale, la cui attivazione, ha scoperto Andrew Leber dell'Università del New Hampshire, aumenta quando il multitasking è efficiente, cioè quando dà buoni risultati. Presentato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, lo studio potrebbe fornire degli indicatori facilmente individuabili per stabilire in quale momento della giornata è più proficuo essere multitasking, ovvero quando l'esecuzione contemporanea di più compiti darà buoni frutti. ''Tipicamente sacrifichiamo l'efficienza quando siamo multitasking - spiega Leber - ma ci sono dei momenti in cui il comportamento multitasking dà buoni risultati. Tuttavia non si sapeva molto finora su come predire i momenti in cui il multitasking può riuscire meglio''.




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