
La precoce valutazione della sensibilità della leucemia ai farmaci, identificata dai ricercatori italiani sarà il nuovo standard prognostico per le leucemia linfoblastiche acute in età pediatrica utilizzato da oggi in Italia e in diversi centri di tutto il mondo.
Il lavoro, frutto di oltre otto anni di ricerche e studio dell'équipe guidata dal laboratorio di Padova, diretto da Giuseppe Basso in collaborazione con i centri di Monza e l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, è stato giudicato così innovativo da guadagnarsi, oltre alla pubblicazione, anche un editoriale di commento da parte di Ching-Hon Pui, uno dei massimi esperti mondiali di leucemia
linfoblastica, sulla rivista 'Journal of Clinical Oncology', l'organo di informazione ufficiale della società americana di oncologia clinica (Asco).
I ricercatori italiani hanno scoperto che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, senza ricomparsa della malattia, per i bambini e gli adolescenti con leucemia linfoblastica acuta ha raggiunto, con i più recenti trial clinici, l'86% dei pazienti. Un traguardo importante rispetto alla mortalità di 10 anni fa, ma del quale non ci si può certo accontentare, sottolineano gli esperto. Ci si è rivolti all'utilizzo di metodiche sensibili e specifiche per lo studio della malattia residua minima (Mrm), come per esempio la citofluorimetria a flusso e la Pcr, per il monitoraggio dei pazienti nel corso della terapia per arrivare a definire, per ogni singolo piccolo paziente, una terapia mirata. Quindi terapie a minor intensità per i pazienti a basso rischio o intensificazione terapeutica con eventuale infusione di staminali emopoietiche per i pazienti ad alto rischio. In pratica, attraverso questa metodica sperimentata da Aieop, è possibile identificare in pochissimi giorni quale sarà la prognosi del paziente e definire cura ed assistenza in base alla previsione.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.