
E come non esiste una sola dislessia, non esiste una sola terapia. Insomma, individuata l'origine del problema - differente da caso a caso - è oggi possibile adottare la terapia più adeguata, personalizzata per il paziente. Riconoscere la tipologia del disturbo è dunque fondamentale: il bambino che presenti difficoltà nella lettura sarà ad esempio indirizzato verso una terapia riabilitativa logopedica mirata e, a seconda della gravità del problema, potrà essere dotato di strumenti che possano facilitarne il percorso di apprendimento: come computer con programmi di videoscrittura, correttori ortografici e sintesi vocale. Viceversa, il piccolo con difficoltà nel calcolo potrà trarre giovamento dall'uso della tavola pitagorica o di una calcolatrice.
E' sempre prioritaria, dunque, la collaborazione di tutti i protagonisti del percorso di diagnosi e cura del bambino dislessico: insegnanti, terapisti, psicologi, medici e genitori, per fornire risposte efficaci alla richiesta di assistenza qualificata che proviene dal mondo della scuola e dalle numerose famiglie ancora troppo sole nell'affrontare il percorso clinico di un figlio con dislessia o con disturbi dell'apprendimento. Questa sinergia, associata all'uso di ausili didattici, consentirà di ridurre al minimo, o di scongiurare, la perdita di anni scolastici. L'alleanza tra istituzioni, medici, scuola e famiglie costituisce dunque un fronte efficace contro questi problemi.

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