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Donna e cibo: un conflitto perenne

Ginecologia

Dall’origine la donna è mera corporeità, un involucro che suscita “appetiti”, dall’altra parte vi è il cibo come godimento e piacere; per cui non stupisce che da molti piaceri della tavola le donne sono rimaste escluse, più vicine allo status di cibo che a quello, maschile, di commensale. Nella civiltà dell’opulenza però, tutti sono esposti all’offerta eccessiva di cibo e contemporaneamente alle immagini insistenti e penetranti di corpi perfetti. Quindi, accanto all’esaltazione della forma corporea e al benessere, vi è l’aumento preoccupante dei disturbi alimentari che originano proprio da rappresentazioni eccessive e si diffondono tra le giovani donne occidentali. L’atto del mangiare dunque, è strettamente annodato al problema dell’immagine fisica di sé. Cibo e donna in tal caso diviene trasgressione ma anche controllo sociale, strumento di comunicazione per l’anoressica e la bulimica e presa di coscienza per la terapia.
L’ambivalenza generata dal rapporto col cibo, diviene quindi per la donna causa di disturbi del comportamento alimentare e indirettamente di altri disturbi che incidono sulla ciclicità mestruale, sulla fertilità e sulla sessualità. Come uno spettatore in teatro, il medico è posto di fronte al conflitto “donna e cibo”. Sempre più nella pratica quotidiana, non solo femminile, entrano domande che non trovano spazio nei libri e nel sapere medico per cui sempre più si pone l’obiettivo di curare in senso olistico corpo e mente, quindi la persona nella sua integrità. Pertanto comunicazione e relazione diventano per la classe medica un progetto di cura globale soprattutto quando vi sono davanti conflitti come “donna e cibo”.

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A tal fine l’A.I.Nu.C., l’Accademia Internazionale di Nutrizione Clinica ha organizzato, per il prossimo gennaio 2010, un corso di formazione per medici e biologi che si propone di fare acquisire conoscenze teoriche e aggiornamenti in tema di endocrinologia ginecologica, alimentazione, nutrigenetica e medicina di genere, e dimostrare l’importanza della nutrizione nel controllo del ciclo mestruale, la sua influenza sulla fisiologia della riproduzione, sul benessere in gravidanza e durante il climaterio. Nella vita della donna i momenti di passaggio e di fluttuazione ormonale sono quelli più sensibili dal punto di vista nutrizionale. Da qui la necessità del controllo con la dieta delle irregolarità mestruali mediante la valutazione del bilancio energetico, concetto che si ripropone anche in gravidanza e climaterio. Sarà inoltre mostrata l’importanza della Nutrigenetica per quanto riguarda l’osteoporosi sin dall’epoca di formazione del picco della massa ossea: un intervento nutrizionale basato sulla conoscenza del genotipo e dello stato di nutrizione della donna può essere usato per prevenire e curare la patologia. Infine sarà sottolineata l’importanza del genere che è una variabile fondamentale da prendere in considerazione in qualsiasi studio o ricerca di fisiologia o patologia nelle quali il genere gioca un ruolo importante come nel caso delle malattie cardiovascolari e neurologiche con le loro strette correlazioni con la secrezione degli ormoni steroidei (estrogeni e progesterone). Da qui la necessità di migliorare drasticamente l’approccio preventivo nelle donne utilizzando l’alimentazione come prima arma di intervento.
 

Ginecologia
Commenti
AL
Angela Lauletta
Rispondi
16/11/2009 12:47
AL
Angela Lauletta
il corso presso ainuc e'' il 20 e 21 novembre ei 4 e 5 dicembre 2009
Rispondi
16/11/2009 12:47

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