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Cibi golosi come droga per il cervello

Nutrizione | 16/11/2009 15:53

Cannelloni e bignè come cocaina e alcol per il cervello. Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Boston University School of Medicine (Usa) diretti da due italiani, Pietro Cottone e Valentina Sabino, in collaborazione con Luca Steardo dell'Università Sapienza di Roma, ha mostrato che il consumo intermittente di cibi ricchi di grassi e zuccheri induce modificazioni nel cervello comparabili a quelle osservate nel caso di una dipendenza da sostanze stupefacenti.

Così basta abituarsi a questi sapori, per esserne stregati, e soffrire di una sorta di crisi di astinenza quando spariscono dal menù. La scoperta, descritta su 'Pnas', aiuta a spiegare perché l'astinenza forzata da pasticcini e piatti di pasta può trasformarsi in una missione impossibile per i 'forzati' delle diete, che spesso ricadono nelle abbuffate o in disordini alimentari dopo periodi di rinuncia dei piatti più gustosi. Nel mirino degli scienziati, i comportamenti di alcuni tipi di obesi o delle persone con disordini alimentari, che alternano periodi di astinenza (in cui sono assolutamente vietati i cibi zuccherini e grassi) ad abbuffate compulsive, spesso difficili da controllare.

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Con le conseguenze ben note sul peso. Per indagare sull'effetto dei cibi più golosi sulla mente, i ricercatori hanno usato 155 ratti misurandone le risposte neurobiologiche. Gli animali sono stati divisi in due gruppi: il primo è stato sottoposto a una dieta a cicli, a base di normale cibo per roditori per cinque giorni, mentre per altri due giorni il pasto era composto da bocconi dolci e grassi al sapore di cioccolato, per poi ricominciare daccapo. Il secondo gruppo ha mangiato sempre e solo cibo standard.

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