
I dati, relativi al 2007, indicano che in Italia ogni 100 nati vivi, 39,7 nascono con il taglio cesareo, contro la media dei Paesi Ocse pari al 25,7. Il Messico e' in testa per una minima differenza sull'Italia a 39,9. Il ricorso al cesareo è decisamente meno frequente in Finlandia (16), Norvegia (15,9) e Olanda (14), in coda alla classifica. Tuttavia il rapporto rileva che negli ultimi 10 anni il ricorso al cesareo è aumentato in tutti i paesi Ocse, soprattutto a causa della riduzione dei rischi legati a questo intervento, l'accresciuta preoccupazione per eventuali accuse di negligenza, un maggior ricorso alla programmazione a vantaggio del medico e della donna. Nonostante i progressi, comunque, il cesareo è ancora un intervento rischioso, soprattutto per la comparsa di complicanze per la madre e il neonato. Tanto che ci si domanda se i costi non eccedano i benefici. Nei Paesi Ocse si vive in media oltre 80 anni, pari a un guadagno di oltre 10 anni rispetto agli anni '60, e le donne continuano ad essere le più longeve, ma il vantaggio rispetto agli uomini si sta riducendo soprattutto a causa del fumo. L'Italia risulta essere tra i Paesi più longevi, con un'aspettativa di vita di 81,4 anni, pari a quella dell' Australia e preceduta solo da Svizzera (81,9) e Giappone (82,6). Valori decisamente molto alti rispetto alla media Ocse, che e' di 79,1.




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