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Influenza A: studio su autopsie rivela, 1 morto su 4 era sano

Pediatria

I risultati delle sue osservazioni saranno pubblicate il 1 gennaio sulla rivista 'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine'.
I ricercatori hanno esaminato 21 pazienti morti a San Paolo con infezione da virus H1N1 confermata fra luglio e agosto 2009. La maggior parte aveva fra i 30 e i 59 anni. Gli scienziati hanno rilevato che tre quarti del campione (il 76%) aveva malattie preesistenti come problemi cardiovascolari o tumori, ma nel rimanente quarto non sono state osservate condizioni mediche che potessero complicare la situazione.
Inoltre, mentre gli studi precedenti avevano mostrato che la maggior parte dei pazienti con infezioni non fatali aveva febbre, tosse e mialgia, Mauad fa notare che "la gran parte dei pazienti con una forma mortale della malattia presentava difficoltà respiratorie, mentre febbre e mialgia erano meno frequenti".

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Tutti i pazienti sono morti a causa di danni gravi ai polmoni, ma sono stati rilevati tre diversi tipi di problemi, elemento che indica come il virus pandemico uccida in diversi modi: con danni acuti, bronchioliti necrotizzanti o emorragie.
Saranno necessari approfondimenti scientifici per capire precisamente come e perché certi pazienti soccombono alla progressione fatale dell'infezione da H1N1, precisano gli esperti. Gli sforzi futuri, dice Maud, "si concentreranno nella comprensione delle risposte immunitarie in caso di infezione grave, che potrebbe portare a nuovi approcci terapeutici".
 

Pediatria
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