
Data la limitatezza dei dati disponibili, sono però necessari ulteriori studi al fine di confermare tale risultato.
Il ginkgo biloba oggi è noto per essere suggerito in caso di deficit di memoria, ma anche perché contiene antiossidanti (flavonoidi) che possono promuovere la salute e le funzioni dei vasi sanguigni e perché, similmente all'aspirina, previene la formazione di coaguli nelle cellule del sangue chiamate piastrine. È stato oggetto di diversi studi scientifici per valutare un suo presunto effetto nel prevenire i disturbi cardiovascolari. Una nuova ricerca, tuttavia, mette in dubbio le sue potenzialità nel prevenire infarto e ictus. Nello specifico lo studio è stato condotto dai ricercatori dell'Università di Pittsburgh con la partecipazione di 3.000 adulti di entrambi i sessi e con un età media di oltre 75 anni. I volontari sono stati suddivisi in modo casuale e, sempre in modo casuale, gli sono stati somministrati 120 mg di ginkgo o un placebo, due volte al giorno.
Dai dati ricavati si è evidenziato che le probabilità di essere vittime di un attacco cardiaco o di un ictus erano praticamente identiche nei due gruppi.

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