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Da Bergamo nuova tecnica per 'riparare' cuore bambini, sperimentata agli Ospedali Riuniti

Cardiologia

Ancora oggi - ricorda una nota - l'impianto di un pace-maker nel bambino presenta numerose problematiche. Durante l'intervento potrebbero verificarsi, a seconda delle dimensioni del bimbo, difficoltà relative al diametro dei vasi rispetto a quello dei cateteri, al posizionamento degli stessi all'interno delle cavità cardiache molto piccole e alla realizzazione di un'apposita tasca doveposizionare il generatore. L'impianto di un pace-maker deve anche tener conto della crescita fisiologica dei piccoli pazienti e quindi gli elettrodi devono essere posizionati in modo da permettere un progressivo adattamento nel corso degli anni. Cantù e Paolo De Filippo, con i collaboratori Roberta Brambilla e Paolo Ferrero, hanno testato un nuovo sistema messo a punto dall'azienda Medtronic, che permette di raggiungere in maniera sicura e veloce, sia in atrio che in ventricolo, il punto migliore per stimolare adeguatamente l'organo.

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Tale sistema è composto da un sottile elettrocatetere che, grazie alla presenza di lobi espandibili sulla punta, può essere inserito e fissato anche in siti che fino ad oggi non erano considerati adatti. "I risultati ottenuti - assicura Cantù - sono molto incoraggianti. Dopo l'intervento, le condizioni dei 30 giovani pazienti sono state costantemente monitorate e non abbiamo riscontrato complicanze dovute a dislocazioni o rotture dei cateteri. Al momento è ancora presto per valutare le complicanze a lungo termine come l'occlusione venosa, uno dei principali rischi di un approccio transvenoso. Tuttavia, l'assenza di stenosi, ovvero di un restringimento del vaso sanguigno tale da ostacolare o impedire un normale afflusso di sangue, nella vena succlavia di alcuni di questi pazienti, ci lascia ben sperare".
 

Cardiologia
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