
La ricerca, condotta dalla psicobiologa Edith Chen della University of British Columbia (Canada), è stata realizzata su un gruppo di bambini tra i sei mesi e i due anni. I test mostrano che quelli provenienti dai ceti più poveri hanno livelli di cortisolo quasi doppi rispetto ai bambini più fortunati. E il problema risulta più evidente nella post-pubertà e tra le ragazze. Una quantità eccessiva di quest'ormone, quando si prolunga per lungo tempo - ricordano i ricercatori - può portare a diversi problemi sia psichici che fisici, come depressione, iperattività con deficit di attenzione, obesità, diabete. La presenza maggiore di cortisolo in questi bimbi potrebbe essere legato alla paura e al forte disagio rispetto ai problemi familiari, sentimenti in grado, come già risaputo, di elevare la cortisolemia attraverso l'asse ipotalamo-ipofisi-ghiandole surrenali.

Una revisione sistematica e meta-analisi sui biomarcatori circolanti nella PFAPA conferma il valore di PCR e SAA nel monitoraggio dell’attività di malattia, ma non identifica ancora un marcatore affidabile per distinguere la sindrome dalle infezioni

Il nuovo rapporto Istat conferma il crollo delle nascite. Dalla rete dei punti nascita alla pediatria, fino all'assistenza agli anziani, cambia la domanda di salute.

Le nuove linee guida indicano i medicinali anti-obesità per adolescenti solo quando gli interventi sullo stile di vita non hanno dato risultati. No a farmaci e chirurgia sotto i 10 anni

L’ospedale pediatrico fiorentino è il primo in Italia a rendere disponibile una formulazione con dosaggi specifici per i pazienti più piccoli. Le nuove compresse riducono il rischio di errori e rendono più semplice la gestione delle cure da parte del
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