
Per i medici questa organizzazione disturba i ragazzi, che il lunedì e il martedì sono 'disorientati'. Un'indagine realizzata dall'Istituto di ricerca pubblico (Inserm) prima dell'introduzione del nuovo calendario ha dimostrato che la variazione settimanale dell'attività intellettuale, a differenza delle variazioni giornaliere, influisce negativamente sulla necessaria 'ritmicità' dell'allievo. Secondo gli esperti, per tener conto dei dati biologici e dei bisogni fisiologici dei ragazzi, bisognerebbe avere un anno scolastico di 180-200 giorni, invece che di 144 come accade oggi in Francia. Inoltre sono necessarie da 4 a 6 ore al giorno e settimane di 5 giorni 'lavorativi', possibilmente con variazioni in funzione delle stagioni e delle condizioni locali.




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