Canali Minisiti ECM

Olio di pesce elisir di giovinezza, studio spiega perché

Nutrizione | 18/02/2010 16:43

Salmone, sgombro o sardine che siano, mangiare tanto pesce è da tempo considerata fra le prime regole per il benessere fisico. Scienziati della University of California a San Francisco (Usa) spiegano ora sulla rivista 'Jama' perché le preziose sostanze di cui sono ricchi questi alimenti possono essere considerate come un vero e proprio 'elisir' di giovinezza. Ramin Farzaneh-Far e il suo team riportano di aver scoperto la ragione per cui i grassi acidi omega 3 contenuti in molti tipi di pesce fanno così bene al nostro organismo. E sembra che sia perché aiutano a salvaguardare l'integrità dei telomeri, le estremità terminali dei cromosomi, allungandone la sopravvivenza.

Ciò è apparso evidente analizzando 608 pazienti con malattie cardiovascolari: coloro che negli ultimi cinque anni avevano assunto più pesce sono risultati quelli con i telomeri più lunghi e meno 'consumati'. Inoltre, gli omega 3 fanno vivere più a lungo perché aumentano le chance di riprendersi dopo un infarto, riducono il declino mentale associato all'età e prevengono le modificazioni dell'occhio che possono portare a cecità. Anche test su modello animale hanno confermato l'ipotesi: i topi alimentati con omega 3 a volontà vivono più a lungo di circa un terzo rispetto a quelli che non ricevono queste sostanze nella dieta.

pubblicità

Fonte: Adnkronos

Commenti

I Correlati

Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona

La correlazione emerge per la prima volta da uno studio condotto presso l'Università della California, a Riverside, e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation Insight

I ricercatori del Labanof dell’Università Statale di Milano hanno esaminato due scheletri di donne e dei loro feti, con deformità attribuibili all'osteomalacia, una patologia legata alla fragilità ossea e associata alla carenza di vitamina D

Lo rivela uno studio effettuato su 1771 studenti di 48 scuole elementari pubbliche di Madrid

Ti potrebbero interessare

Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona

Un’équipe multidisciplinare accompagna i pazienti con anoressia, bulimia e binge eating attraverso percorsi terapeutici personalizzati e assistenza clinica completa.

Secondo SINPIA e FNOPo i disturbi del comportamento alimentare sono in aumento tra adolescenti e giovani donne. In Italia oltre 3 milioni di persone ne soffrono.

Ultime News

Più letti