
"L'epidemia è dovuta a vari fattori, primo fra tutti l'eccessiva igienizzazione dei bambini - spiega Alberto Ugazio, pediatra dell'ospedale Bambino Gesù di Roma e presidente della società italiana di Pediatria - e ha colto impreparati un po' tutti, dai genitori alle istituzioni agli stessi pediatri. Ora serve un'alleanza terapeutica di tutte queste figure per far fronte all'emergenza". Secondo i dati presentati al convegno, nel nostro paese dal 1950 ad oggi si è passati da un 10% della popolazione colpita da una manifestazione allergica ad un 30%. Il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale (nell'80% dei casi provocata da allergie), il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica e l'8% ha qualche allergia alimentare. L'istituzione più impreparata ad affrontare questa emergenza sembra essere proprio la scuola: "Servono innanzitutto interventi legislativi che permettano agli insegnanti di assistere i bambini allergici - spiega Ugazio - ora anche in caso di attacchi d'asma o crisi gravi l'unica cosa che un insegnante può fare è chiamare i genitori, e ogni altro intervento è sotto la propria responsabilità. E' inutile quindi insegnare loro come intervenire se poi non possono farlo". Del problema si è detta preoccupata anche Federasma, l'associazione delle famiglie dei pazienti, che ha proposto l'istituzione di presidi sanitari in ogni scuola con personale qualificato ad assistere gli alunni con malattie croniche come le allergie.




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