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Donne in postmenopausa: il colesterolo LDL modifica l’effetto della terapia ormonale

Ginecologia

A 10.739 donne già sottoposte a isterectomia, sono stati somministrati estrogeni equini coniugati ( 0.625 mg/die ) o placebo, e gli stessi estrogeni più Medrossiprogesterone acetato sono stati somministrati a 16.608 donne con utero intatto. In un’analisi multivariata di 359 casi e 820 controlli, i livelli basali di 12 dei 23 biomarcatori studiati sono risultati associati a eventi coronarici: interleuchina 6, metalloproteinasi-9 della matrice, colesterolo HDL, colesterolo LDL, colesterolo totale, trigliceridi, D-dimero, fattore VIII, fattore di von Willebrand, conta leucocitaria, omocisteina e insulina a digiuno. È stata osservata una tendenza verso una più forte associazione tra i biomarcatori e la malattia coronarica nei primi 2 anni dopo la randomizzazione. Il polimorfismo genetico della glicoproteina IIIa leu33pro è risultato significativamente associato a coronaropatia.

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E’ stata riscontrata una interazione significativa tra livelli basali di colesterolo LDL e la terapia ormonale; le donne con livelli di colesterolo LDL più alti sono risultate a maggior rischio di malattia coronarica se sottoposte a terapia ormonale ( P=0.03 per interazione ). I livelli di molti marcatori sono stati modificati dalla terapia ormonale, ma questi cambiamenti non sono apparsi associati a futuri eventi coronarici.
In conclusione, in base ai risultati dello studio, molti marcatori trombotici, lipidici e infiammatori sono associati a malattia coronarica nelle donne in post-menopausa, ma solo il colesterolo LDL modifica l’effetto della terapia ormonale. Sono necessari altri studi per identificare i meccanismi in base ai quali la terapia ormonale aumenta il rischio di coronaropatia.
 

Ginecologia
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